“Avevamo avvertito la sindaca e l’assessore competente già il 17 aprile. Avevamo documentato l’assurda concentrazione di dossi e attraversamenti pedonali in via Santoro, denunciato i disagi e segnalato i rischi per i mezzi di soccorso. Oggi arriva la notizia della rimozione disposta dopo gli accertamenti della Polizia Stradale. Per l’amministrazione Episcopo è una sonora bocciatura politica: prima si autorizzano gli interventi, poi si scopre che devono essere rimossi. In mezzo ci sono i cittadini, costretti a subirne le conseguenze”. È il duro attacco di Nunzio Angiola, consigliere comunale di Foggia e segretario provinciale del movimento civico Cambia, sulla vicenda dei dossi in via Santoro e via Balestrucci.

“La critica politica è un elemento essenziale della vita democratica ed è sempre legittima e opportuna quando contribuisce a fare chiarezza e a migliorare le scelte per la Città - la risposta della consigliera comunale Michelina Quitadamo (Molo 21) alle dichiarazioni rese a l’Attacco da Massimiliano Ritucci (AgiAMO) -. Affinché il dibattito sia davvero utile alla comunità, è però necessario che si fondi su elementi concreti e riscontri oggettivi, evitando di trasformare valutazioni personali o dubbi in verità assolute. Sul bilancio del Comune di Manfredonia e sulle decisioni che riguardano il Settore Ragioneria è doveroso discutere, chiedere chiarimenti e approfondire ogni aspetto, sicuramente più di altri settori”. 

“Non farei mai risanare i conti del Comune a chi li ha messi in disordine”. Questo è il senso della contestazione mossa dal consigliere comunale Massimiliano Ritucci sulla gestione finanziaria del Comune di Manfredonia. Il consigliere di AgiAMO esclude l’attacco personale alla dirigente economico-finanziaria Marica Distante e all’assessora Cecilia Simone. Contesta, invece, una scelta politica: affidare il risanamento a chi - secondo la sua ricostruzione - seguiva il settore anche nella fase di indebitamento, senza affiancargli una figura politica capace di parlarne la stessa lingua. La polemica si colloca nella discussione consiliare del 19 ottobre scorso sulla ratifica della delibera di Giunta relativa alla variazione urgente del bilancio 2026-2028. Secondo Ritucci, tutte e sette le variazioni adottate nell’anno sarebbero passate dalla procedura d’urgenza. Il consigliere ha messo in dubbio che fosse necessaria, dal momento che l’articolo 175 del Testo unico degli enti locali la consente se adeguatamente motivata. Un ulteriore vulnus risiede nell’assenza di una figura capace di comprendere il lavoro della ragioneria e verificarne le indicazioni. “Abbiamo affidato l’azione di risanamento a chi gestiva, comunque, quel settore anche nella fase di indebitamento. Io non farei mai risanare i conti a chi li ha messi in disordine”. Se si decide comunque di affidare il risanamento alla stessa persona, bisogna almeno “affiancare a quella persona qualcuno che parla la stessa lingua. Se ci mettiamo a fianco una figura politica che comunque non comprende le operazioni contabili che vengono fatte da quel settore, che senso ha?”, domanda Ritucci. La sua risposta è netta: “Si viene in Consiglio a raccontare quello che viene detto dagli uffici”, aggiungendovi anche le repliche agli interventi dei consiglieri che arriverebbero sul cellulare e l’assessora le legge in aula. Ritucci precisa che “l’assessora è una bravissima persona”, però richiama la formazione umanistica di Simone per sostenere che la delega richiederebbe competenze più solide e specifiche. Nella lettura del consigliere, il discrimine è tra il valore personale e l’idoneità a esercitare una funzione delicata. “Come si può pretendere da una persona così che possa vigilare, dialogare con gli uffici, dare degli atti di indirizzo?”. 

“Sin dal termine della campagna elettorale del 2024 abbiamo affermato di essere una forza di minoranza e non un’opposizione pregiudiziale - scrive il movimento Città Protagonista Manfredonia -. Una posizione che non nasce dall’ambiguità, bensì da una precisa scelta di responsabilità istituzionale: valutare ogni provvedimento esclusivamente sulla base dell’interesse generale della città”.

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