Il primo banco di prova della giunta rinnovata dopo il mini-rimpasto di giugno è andato in scena ieri mattina nell’aula consiliare di Palazzo di Città. Il Consiglio comunale è stato infatti il primo con l’architetto Michele Salatto tra gli assessori e il secondo con il socialista Luigi Iorio, chiamati dalla Sindaca Episcopo a sostituire Lorenzo Frattarolo e Daniela Patano. Una seduta prevalentemente tecnica, aperta dalla presentazione del nuovo componente dell’esecutivo, ma inevitabilmente segnata dal contesto politico nel quale arriva. Ovvero quello di una maggioranza che ha evitato il commissariamento con il ritiro delle dimissioni della prima cittadina, ma che continua a mostrare profonde crepe. Le dimissioni dell’eurodeputato Mario Furore da coordinatore provinciale del Movimento 5 Stelle, annunciate appena ventiquattro ore prima, rappresentano il segnale più evidente di una frattura ancora aperta all’interno del campo largo. Emblematica, in questo senso, anche l’assenza tra i banchi del consigliere pentastellato Giovanni Quarato, che nei giorni scorsi aveva sparato a zero contro gli alleati dem. A questo si è aggiunto, poche ore prima dell’inizio dei lavori, il comunicato con cui Europa Verde Foggia ha ufficializzato il ritiro del proprio sostegno politico all’amministrazione Episcopo. Scelta maturata dopo mesi di critiche, soprattutto sulle politiche ambientali e sulla gestione del verde urbano da parte della vicesindaca e assessora al ramo, la contiana Lucia Aprile, anche lei assente in assise. Una presa di distanza, dunque, che non nasce all’improvviso, ma che certifica come il quadro politico del campo largo foggiano resti tutt’altro che stabilizzato. Eppure, in aula, la maggioranza è riuscita a riportare il confronto sul terreno dei provvedimenti. Tra i punti più significativi approvati figura il nuovo regolamento del Centro polivalente per anziani Nicola Palmisano, licenziato con 20 voti favorevoli e 8 astensioni. Il provvedimento consentirà la riapertura della struttura di via Pestalozzi, destinata agli over 65 autosufficienti, con attività sociali, culturali e ricreative e un sistema di compartecipazione economica legato all’Isee. “Abbiamo elaborato questo regolamento focalizzando l’attenzione esclusivamente su chi ogni giorno frequenta il Centro. Penso ai nostri anziani, a chi vive momenti di fragilità o si trova più esposto alla solitudine, e penso a quanto possa fare la differenza avere un posto dove sentirsi accolti e considerati”, ha affermato l’assessora alle Politiche sociali Simona Mendolicchio, illustrando il provvedimento in aula.

Alla fine Furore non ha retto, attraverso un post a mezzo social, il coordinatore provinciale del Movimento 5 Stelle, ha comunicato di aver rassegnato le sue dimissioni dal ruolo che rivestiva ormai da diverso tempo. Lo strappo con il Sindaco era noto già da tempo, le burrasche di Palazzo di città, con le dimissioni della Episcopo, poi ritirate ed il conseguente prosieguo dell’esperienza amministrativa della ex Provveditrice hanno solo ulteriormente sfibrato un rapporto diventato un panno logoro. La scelta dell’europarlamentare pentastellato non è pertanto una doccia fredda. Il peso di essere stato il fautore del cosiddetto laboratorio politico del “campo largo” a Foggia dopo gli ultimi accadimenti a Palazzo di città ha avuto un ruolo nella decisione, ma il sospetto non peregrino, é legato ad un rattoppamento di uno strappo ormai irrimediabile, sia un’imposizione calata dall’alto, un modo attraverso il quale da Roma si è cercato di salvare il salvabile dopo aver benedetto un matrimonio di interessi con il PD certamente poco fruttuoso ma che va salvato a tutti i costi, anche alla luce dell’appuntamento elettorale per le politiche dell’anno venturo. A Foggia il gruppo consiliare può solo prenderne atto, ma resta l’amaro per una situazione che pone ancora una volta a livello provinciale il movimento in una posizione critica, anche dopo la disfatta di San Giovanni Rotondo. “E’ una situazione che certamente lascia riflettere - così commenta a l’Attacco, Mario Dal Maso, uno dei maggiorenti del movimento ed esponente molto vicino a Furore-. Sicuramente Mario, al quale va tutta la mia stima, ha ponderato bene tale scelta, sarà lui ad esprimere le ragioni che lo hanno spinto a ciò. Probabilmente non ha condiviso le decisioni dei vertici, ora bisogna vedere come sostituire questo ruolo. Penso inoltre che l’essere stato lontano da Foggia non lo ha aiutato. Al momento non abbiamo ricevuto notizie da Roma, vedremo nelle prossime ore cosa accadrà. Da uomo di partito quale sono, posso solo dire che di questa decisione di cui sapevo gli esiti già da molto tempo, ne prendo atto, così come tutti quanti gli altri. Il campo largo è un affare complicato ma quando ti muovi entro un perimetro più largo, diventa tutto difficile, e, anche sbagliare, ahimè, diventa molto più semplice. Adesso bisogna correre immediatamente ai ripari per sostituire questa figura importante”, ha proseguito il vice presidente della Provincia di Foggia, sostenendo inoltre di non conoscere eventuali velleità circa il ruolo di coordinatore provinciale del movimento. “A me non risulta che ci fosse qualcuno che nutrisse interessi per rivestire quel ruolo”. 

Una lettera accorata e determinata, inviata direttamente al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, per accendere i riflettori del Governo sull’emergenza sicurezza che sta stringendo Cerignola in una morsa di illegalità. A firmarla è il segretario cittadino di Fratelli d’Italia, Franco Reddavide, all’indomani della recente visita della Premier in Capitanata in occasione della Festa della Guardia di Finanza.

Europa Verde Foggia comunica il proprio ritiro dal sostegno politico all’Amministrazione Episcopo. “È una scelta sofferta, ma ormai inevitabile, maturata dopo mesi di attesa, confronto e proposte rimaste senza un reale seguito politico e amministrativo. Avevamo scelto di contribuire alla costruzione di un “campo largo” cittadino fondato su sostenibilità, inclusione, diritti, giustizia sociale e cura dei beni comuni. Oggi dobbiamo prendere atto che quel progetto, a Foggia, non si è mai davvero realizzato”.

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