A Palazzo Celestini il clima è ormai quello delle ore finali. Dopo settimane di crisi, tentativi di ricucitura, trattative sotterranee, ripensamenti, violenti scambi verbali e persino querele, la sfiducia alla Sindaca Lidya Colangelo appare destinata a concretizzarsi. Salvo colpi di scena, oggi pomeriggio i tredici amministratori necessari dovrebbero ritrovarsi nuovamente davanti al notaio per sottoscrivere l’atto che porrebbe formalmente fine all’esperienza politica iniziata nel 2024. Negli ultimi giorni la Sindaca ha continuato a muoversi nel tentativo di recuperare almeno uno dei consiglieri che hanno ormai abbandonato la maggioranza o dell’opposizione. Contatti, incontri e verifiche che non hanno però prodotto alcun risultato. Il fronte composto dal gruppo dei cinque consiglieri legati all’ex sindaco-ombra Giuseppe Manzaro e all’ex assessore ai lavori pubblici Gigi Marino - Marianna Orlando, Alfredo Tardio, Ilaria D’Antuono, Ciro Matarante e Raffaella Vene -, dagli emilianisti di Con Anna Maria Damone e Leonardo Irmici, dai dem Francesco Sderlenga, Felice Carrabba e Ciro Cataneo e dai consiglieri di opposizione Angelo Masucci e Alessandra Spada sarebbe infatti rimasto compatto, respingendo gli ultimi tentativi di riaprire la trattativa. Su Irmici, dato da molti come il consigliere sul quale si sono concentrati gli ultimi tentativi di recupero da parte di Fratelli d’Italia e della Sindaca, resta qualche margine di prudenza. Negli ambienti politici cittadini continua infatti a circolare il sospetto che possa essere lui l’ultimo possibile interlocutore della maggioranza. Al momento, tuttavia, anche il suo nome viene accreditato tra quelli destinati a firmare la sfiducia. Sono gli stessi dodici consiglieri che già la scorsa settimana erano presenti davanti al notaio per formalizzare la sfiducia e che avevano visto sfumare l’operazione soltanto per la mancata adesione di Rosa Caposiena. L’unica incognita continuava infatti a essere rappresentata dalla presidente del Consiglio comunale. Dopo il comunicato con cui aveva invitato pubblicamente la Sindaca a prendere atto della situazione politica e a rassegnare le dimissioni, Caposiena aveva scelto, su suggerimento del padre Fernando, di non aderire immediatamente all’iniziativa dei dodici, chiedendo altro tempo e rivendicando la necessità di compiere prima tutti i passaggi istituzionali che riteneva compatibili con il ruolo ricoperto. Una scelta che aveva consentito di rinviare la formalizzazione della sfiducia, ma che non aveva modificato la sostanza del quadro politico. Nelle ultime quarantotto ore il confronto si è ulteriormente intensificato. Negli ultimi due giorni si sono svolte lunghe riunioni tra la stessa Caposiena e alcuni dei consiglieri pronti a sottoscrivere l’atto. Al termine degli incontri sarebbe maturata la decisione attesa da giorni. Per oggi pomeriggio sarebbe stato fissato l’appuntamento dal notaio per la firma della sfiducia. Subito dopo, i tredici firmatari dovrebbero presentarsi insieme davanti alla stampa per spiegare le ragioni della scelta. Non si esclude la possibilità di un ulteriore slittamento di poche ore o di qualche giorno, legato alla definizione degli ultimi dettagli e agli ultimi tentativi di Fratelli d’Italia di convincere Caposiena a non sottoscrivere la sfiducia. La sostanza politica, però, non sembra più in discussione. Se non dovesse essere oggi, la formalizzazione della sfiducia sarebbe comunque attesa nei prossimi giorni e, secondo quanto riferiscono diverse fonti, non oltre lunedì.