All’indomani dell’articolo de l’Attacco che tanto clamore ha prodotto, in riferimento alla festa con 300 invitati per i 45 anni dell’assessore regionale Raffaele Piemontese, puntuale come un “Rolex” svizzero, nuovo di zecca, arriva la rettifica giustamente durissima. Formale. Giuridicamente strutturata. Una replica che punta a smontare integralmente il racconto pubblicato dal nostro quotidiano. Secondo la diffida notificata alla testata, sarebbero “radicalmente false” le ricostruzioni relative a una presunta raccolta di regali per valori dell’ordine di decine di migliaia di euro, così come sarebbe falsa e gravemente lesiva l’esistenza di una “lista regali” organizzata, promossa o anche soltanto conosciuta preventivamente dall’assessore regionale. La versione fornita dai legali dell’esponente Pd è netta: la festa sarebbe stata una sorpresa, organizzata senza il coinvolgimento diretto di Piemontese, il quale avrebbe appreso soltanto successivamente che “alcuni amici stretti”, in maniera autonoma, avevano deciso di contribuire a un regalo comune presso un singolo esercizio commerciale. Un dono che, secondo quanto sostenuto nella diffida, avrebbe un valore “del tutto incompatibile” con le cifre riportate nell’articolo. Una precisazione importante. Politicamente rilevante. E che inevitabilmente modifica il perimetro della vicenda. Perché se davvero non vi è stata alcuna lista regali organizzata dall’interessato, né alcuna raccolta milionaria o sproporzionata, allora viene meno il cuore più esplosivo della ricostruzione giornalistica. Ma attenzione: non è detto che venga meno il tema politico. Ed è qui che la questione diventa ancora più sottile. Perché il punto, oggi, non è solo stabilire se vi siano stati regali da centomila euro o Rolex distribuiti tra tavoli e brindisi. La diffida punta chiaramente a demolire questo impianto narrativo e a respingere qualunque insinuazione di opacità o indebita commistione tra funzione pubblica e interessi privati. Tuttavia resta un dato oggettivo difficilmente contestabile: nel gennaio 2025 la giunta regionale guidata da Michele Emiliano, compreso lo stesso Raffaele Piemontese, ha sottoscritto la Carta di Avviso Pubblico – Codice Etico per la buona politica. Ed è proprio quel codice a rendere oggi inevitabile una riflessione pubblica. L’articolo 3 della Carta stabilisce infatti che: “L’amministratore/amministratrice non accetta per sé o per altri […] regali aventi un valore superiore a quello dei doni usualmente scambiati in occasione di ricorrenze o festività, quantificato indicativamente nella cifra massima di 100 euro annui”. Ma soprattutto aggiunge un principio molto più ampio: “L’amministratore non richiede né accetta alcun tipo di regalo, vantaggio o altre utilità che sia anche indirettamente riconducibile a prestazioni erogate dalla propria amministrazione”.