“La festa è stata a sorpresa: senza alcuna preventiva conoscenza, partecipazione o interferenza di Piemontese”

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Con riferimento agli articoli e ai contenuti pubblicati e diffusi dalla testata editoriale “L’Attacco” in data 9 maggio 2026, relativi alla festa di compleanno dell’assessore regionale Raffaele Piemontese, nel cui esclusivo interesse si agisce - scrive l'avvocato Gianluca Ursitti -, si contesta integralmente la ricostruzione offerta, in quanto fondata su circostanze non vere, non adeguatamente verificate e rappresentate con modalità gravemente lesive della reputazione personale, politica e istituzionale dell’interessato, che riveste un rilevante mandato pubblico di carattere regionale.

In particolare, è radicalmente falsa la rappresentazione secondo cui sarebbero stati raccolti, destinati o comunque riconducibili a Raffaele Piemontese regali per un valore di “almeno 100 mila euro”, ovvero per importi comunque dell’ordine di decine di migliaia di euro, come suggestivamente prospettato nei titoli e nei contenuti pubblicati.

È, del pari, falsa, fuorviante e gravemente lesiva l’affermazione — anche solo insinuata — dell’esistenza di una “lista regali” organizzata, promossa, autorizzata o preventivamente conosciuta da Raffaele Piemontese. La festa in questione è stata, infatti, una festa a sorpresa, organizzata senza alcuna preventiva conoscenza, partecipazione o interferenza dell’interessato. Raffaele Piemontese ha appreso soltanto successivamente che solo alcuni amici stretti, per propria autonoma iniziativa, si erano organizzati per un regalo comune presso un singolo esercizio commerciale, di valore del tutto incompatibile con le cifre false, sproporzionate e suggestive riportate nella pubblicazione.

Tale circostanza è ampiamente documentabile e sarà, ove necessario, dimostrata in ogni sede competente. Ne consegue che i titoli, i sommari, gli accostamenti, le insinuazioni e i giudizi contenuti nella pubblicazione risultano privi di fondamento fattuale, non sorretti da adeguata verifica preventiva e idonei a determinare un grave pregiudizio all’onore, alla reputazione e all’immagine pubblica e istituzionale di Raffaele Piemontese, con conseguente vulnus alla credibilità dell’incarico politico-istituzionale dallo stesso rivestito.

La lesività della pubblicazione risulta ulteriormente aggravata dalla modalità espositiva prescelta, costruita attraverso accostamenti simbolici, allusioni politiche e formule suggestive idonee a generare nel lettore l’erroneo convincimento dell’esistenza di condotte opache, indebite o comunque censurabili, mai poste in essere dall’interessato.

Tutto ciò premesso, la presente vale quale formale richiesta di rettifica ai sensi e per gli effetti dell’art. 8 della L. 8 febbraio 1948, n. 47, nonché quale formale diffida e messa in mora.

Si chiede e diffida pertanto formalmente codesta testata, il direttore responsabile, l’editore, l’articolista e ogni soggetto a qualunque titolo responsabile della pubblicazione e diffusione dei contenuti indicati, a provvedere con effetto immediato e, in ogni caso, entro e non oltre quarantotto ore dal ricevimento della presente: 
a) alla rettifica e smentita integrale delle circostanze false sopra indicate, con pari evidenza rispetto alla pubblicazione originaria, ai sensi dell’art. 8, comma 2, L. 47/1948, con collocazione in testa di pagina e nella medesima pagina dell’articolo contestato;
b) alla pubblicazione di una rettifica chiara, espressa, non equivoca e non meramente formale, che dia atto della falsità delle circostanze relative alla pretesa raccolta di regali per importi dell’ordine di decine di migliaia di euro e alla pretesa esistenza di una “lista regali” riferibile, direttamente o indirettamente, a Raffaele Piemontese;
c) alla rimozione degli articoli e di ogni contenuto collegato dal sito web, dai social network, dagli archivi digitali, dalle newsletter, dalle rassegne stampa e da qualunque ulteriore canale di diffusione nella disponibilità della testata, anche ai sensi dell’art. 17 del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e dell’art. 2043 c.c.;
d) alla cessazione immediata di ogni ulteriore riproduzione, condivisione, rilancio o diffusione dei medesimi contenuti, anche in forma parziale, sintetica o allusiva.

In difetto di integrale adempimento nel termine indicato, sarà dato corso, senza ulteriore preavviso, a ogni iniziativa giudiziaria ritenuta opportuna in sede civile — ivi inclusa la domanda cautelare ex art. 700 c.p.c. per la pubblicazione coattiva della rettifica — e in sede penale per il reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa ai sensi degli artt. 595 c.p. e 13 L. 47/1948, anche nei confronti del direttore responsabile, dell’editore e di ogni ulteriore soggetto che abbia concorso nella pubblicazione, riproduzione o diffusione dei contenuti indicati.

Si riserva, altresì, il diritto di agire per il ristoro integrale di tutti i danni, patrimoniali e non patrimoniali, subiti e subendi, con particolare riguardo al pregiudizio all’onore, alla reputazione e all’immagine istituzionale dell’interessato, nonché al danno derivante dalla lesione del mandato politico dallo stesso rivestito.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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