Il doppio asse di Alcantara Service: il welfare passa per Mirarchi, mentre in politica c’è Chindamo

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Il decreto sindacale della prima cittadina Floriana Natale ha la data del 4 settembre scorso ed è stato pubblicato il 10 settembre 2026: Pierfrancesco Mirarchi è stato designato - in rappresentanza del Comune di San Giovanni Rotondo - nel Consiglio d’amministrazione del Consorzio di funzioni e servizi per l’integrazione e l’inclusione sociale. Si tratta di un soggetto pubblico autonomo che oltrepassa l’organizzazione precedente del Piano sociale di zona, raggruppando San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico, Rignano Garganico e San Giovanni Rotondo, appunto. Il consorzio gestisce in forma associata, quindi, i servizi sociali e socio-sanitari del welfare locale per conto dei Comuni che fanno parte dell’Ambito territoriale sociale Foggia/2. E Mirarchi è persona ormai nota ai lettori de l’Attacco, perché figura di rilievo nel sistema di accoglienza di immigrati targato Alcantara Service. Che adesso fa un ulteriore – e importante – passo avanti, allargando la sua sfera d’azione da alcune centinaia di immigrati a diverse migliaia di abitanti dei 4 Comuni. La sensazione che si ricava - estremizzando la realtà dei fatti - è un po' quella di un lupo messo a guardia dell’ovile. Con ordine, Mirarchi – il cui fratello è persona di fiducia del presidente regionale calabrese Roberto Occhiuto - era stato individuato già con la precedente Amministrazione guidata da Filippo Barbano - come referente dell’ufficio comunale per l’inclusione dei cittadini stranieri. La figura è stata istituita con delibera di Consiglio comunale del 7 aprile 2025 e l’incarico - durata triennale ed è rinnovabile per un massimo di due volte - viene svolto a titolo totalmente gratuito, per quanto sia previsto il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate. Il referente per l’inclusione dei cittadini stranieri immigrati è tenuto a redigere una relazione annuale sulle attività svolte - pubblicata integralmente in apposita pagina del sito web istituzionale del Comune -, che deve essere presentata al Consiglio Comunale non oltre il 31 dicembre di ogni anno. Non si trovano tracce sul sito istituzionale, né la massima assise cittadina è mai stata informata dell’attività svolta. Si deve supporre che – per scongiurare il rischio di incorrere in profili di incompatibilità - già all’atto del primo incarico ricevuto da Barbano non risultasse più come direttore dei CAS presso gli hotel San Matteo e Vaticano, a San Giovanni Rotondo. Non è ancora certa la datazione ma, ad un certo punto, Mirarchi avrebbe passato la mano al già noto anch’egli – per chi legge l’AttaccoMatteo Fidanza. Per quanto omonimo, costui non è l’estensore di questa inchiesta bensì un avvocato di Monte Sant’Angelo. Sarebbe lui l’attuale direttore dei CAS di San Giovanni Rotondo. Tornando invece a Mirarchi, bisogna aggiungere che è una persona vicina all’attuale presidente del Consiglio di San Giovanni Rotondo, Pasquale Chindamo. Che è anche corregionale, visto che Mirarchi è nato a Isca sullo Ionio e Chindamo a un centinaio di chilometri di distanza: Vibo Valentia.

Stando a quello che riferiscono più voci, il decreto sindacale del 4 settembre scorso – più che essere riferito a Floriana Natale - può essere letto come un ulteriore tassello della già notevole influenza che Chindamo esercita nelle dinamiche dell’Amministrazione comunale. I beninformati, infatti, sostengono che l’assessora Maria Mangiacotti – che ha deleghe che spaziano dal Bilancio all’Ambiente, passando per Commercio e Attività produttive -, oltre ad avere rapporti stretti con il consigliere regionale Nicola Gatta, sia espressione in Giunta di Chindamo.

Non deve essere letto come irridente, però si può ben dire che è un uomo per tutte le stagioni. Le stagioni politiche, nel caso di specie. Dal centrosinistra al civismo con trazione cinquestelle fino all’area del centrodestra, in ognuna delle ultime tre competizioni elettorali c’era sempre Pasquale Chindamo candidato. 

Nel 2019, si presentò nella civica San Giovanni Popolare che sosteneva il poi eletto Sindaco Michele Crisetti e ottenne 227 preferenze. Era un’Amministrazione di centrosinistra e gli valsero per ricevere la delega assessorile ai Lavori pubblici. Chindamo iniziò ad avere problemi con l’allora primo cittadino – di cui comunque è parente acquisito, visto che le mogli dei due sono sorelle - perché quest’ultimo, secondo le voci di corridoio, non apprezzava (eufemismo) il frequente ricorso agli affidamenti diretti sia nella gestione del verde pubblico e sia nelle politiche sociali. Che non era un settore che faceva formalmente capo a lui, dal momento che la relativa delega era di Mariapia Patrizio, però stando alle confidenze che arrivano dal Palazzo di Città, subìva comunque un suo forte ascendente. Nulla di illegale per quanto concerne gli affidamenti diretti, tuttavia Crisetti nutriva riserve su simili procedure.

Nel 2024, mise a punto la sua creatura civica In…Formazione, si candidò a sostegno di Barbano, destinato poi a indossare la fascia tricolore. Raddoppiò i precedenti consensi e portò a casa ben 488 preferenze: il più votato della coalizione. E gli venne assegnato il ruolo di presidente del Consiglio comunale. 

Mirarchi, invece, si candidò per la prima volta – dopo che era stato anche Sindaco della sua città natìa - e lo fece nella lista Tempi Nuovi in Azione, che era dall’altra parte: a sostegno della candidata Sindaca di un raggruppamento di centrodestra Floriana Natale. Ottenne 42 preferenze, che lo fecero risultare il secondo più votato della lista dopo le 181 preferenze conseguite da Gaetano Cusenza. Anch’egli, quindi, non sembra essere un corpo estraneo alla città, visto che è capace di raccogliere consensi in un territorio che non è il suo.

Più recentemente - alle amministrative che si sono svolte nel maggio scorso -, è rimasto fedele al centrodestra, ricandidandosi ma stavolta tra le fila di Fratelli d’Italia. Nuovo salto di area di riferimento per Chindamo, invece, che – dopo il centrosinistra e le civiche - passa a supporto del centrodestra con Floriana Natale. Anche lei eletta poi Sindaca, come i precedenti tre candidati sostenuti da Chindamo. Forse porta fortuna, più certamente siede di nuovo in Consiglio e lo presiede dall’alto del bottino elettorale costituito dai suoi 448 voti. Un poco meno rispetto alla precedente tornata elettorale, però resta stabilmente tra i più votati in città.

Al di là della sua veste politica e istituzionale, Chindamo è presente anche nell’elenco che Ana Ironelys Alcantara Corporan – amministratrice unica di Alcantara Service – inviò alla Prefettura di Foggia al riguardo del personale che avrebbe preso servizio nel CAS di Manfredonia, presso la Casa della Carità. Se non è lui, c’è una persona con il suo stesso nome e cognome che figura con la qualifica di “operatore sociale” per 16 ore settimanali. 

Bisogna altresì tenere in conto che, a seguito di ulteriori verifiche, aumenta la sensazione che quei nominativi fossero “riciclati” anche da altre strutture – come già evidenziato su queste colonne – al fine di produrre documenti formalmente in regola per la gara che prevedeva l’accoglienza di un numero tra 51 e 100 immigrati. Al giorno d’oggi, sono rimasti davvero pochi di quei diciannove dipendenti che avevamo elencato. Mirarchi dovrebbe esserne ancora il responsabile a Manfredonia, a differenza di quello che sarebbe successo per le strutture – le altre erano dirette da Giannelli – di cui era il direttore a San Giovanni Rotondo. 

Oltre che per il CAS di Manfredonia, Chindamo risultava dipendente anche della struttura gestita da Alcantara a Canosa di Puglia. Si trattava dell’Hotel Queen Victoria, situato a Canosa di Puglia, che ospitava 91 cittadini immigrati e passò alle cronache per l’incendio che lo interessò nel gennaio scorso. Non ci furono particolari problemi per le persone, mentre la struttura non risulta essere più in servizio.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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