Traffico di sigarette tra Puglia e Campania, la Procura chiede misure cautelari per otto indagati

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Sono otto le persone per le quali la Procura di Foggia ha avanzato una richiesta di misura cautelare nell’ambito di un’indagine su un presunto traffico di sigarette di contrabbando tra il Foggiano e la Campania. L’inchiesta, condotta con la Guardia di Finanza, coinvolge complessivamente 14 indagati e riguarda otto episodi che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero interessato circa 20mila pacchetti di tabacchi lavorati esteri, per un peso complessivo vicino ai tre quintali. Per due degli indagati è stata chiesta la custodia cautelare in carcere: Gaetano D’Angelo, 60enne foggiano, e Ivan D’Onofrio, 38enne napoletano. Per altri sei - Saverio Abate, Raffaele Capuano e Giovanni Russo, di Cerignola, e i napoletani Gennaro D’Onofrio, Antonio Festa e Massimo Vivo - la Procura ha invece sollecitato gli arresti domiciliari. La decisione spetterà al gip del Tribunale di Foggia Mario De Simone, dopo gli interrogatori preventivi già svolti.

Gli accertamenti ricostruiscono un’attività che si sarebbe sviluppata soprattutto tra ottobre 2025 e febbraio 2026. Le sigarette, secondo gli investigatori, sarebbero state acquistate nell’area napoletana e successivamente trasferite nel Foggiano, anche attraverso viaggi in automobile e, in almeno una circostanza, mediante un autobus sulla tratta Napoli-Foggia. Una volta arrivate, sarebbero state custodite in alcuni garage prima della successiva distribuzione.

Uno dei primi elementi dell’indagine risale al 16 ottobre dello scorso anno, quando le Fiamme Gialle individuarono alcuni movimenti nei pressi di un box di via Ricci, a Foggia. Da lì gli investigatori avrebbero iniziato a seguire con maggiore attenzione spostamenti e contatti, anche attraverso riprese video e intercettazioni. Un ulteriore episodio risale al 19 febbraio, quando tre persone furono sorprese mentre scaricavano circa 140 chili di sigarette nel capoluogo dauno. In quel procedimento i tre sono stati successivamente condannati in primo grado, con rito abbreviato, a 16 mesi ciascuno.

Nella richiesta cautelare la Procura richiama inoltre diverse conversazioni intercettate che, secondo l’accusa, contribuirebbero a delineare modalità di approvvigionamento, stoccaggio e consegna della merce. Gli inquirenti ritengono che la ripetizione degli episodi e i collegamenti tra soggetti residenti in Puglia e Campania possano configurare un concreto pericolo di reiterazione. Il quadro resta però quello di un’indagine ancora in corso. Le contestazioni formulate dalla Procura dovranno essere vagliate nelle successive fasi del procedimento e gli indagati sono da considerarsi non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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