E’ stata vana la speranza dell’amministrazione Episcopo di ottenere una sospensiva, almeno parziale, della sentenza di condanna nel processo più importante del contenzioso contro la curatela fallimentare dell’ex municipalizzata dei rifiuti Amica spa. Si tratta della sentenza del Tribunale di Bari del 2025, che ha condannato il Comune di Foggia a pagare al Fallimento Amica spa l'importo capitale di 27.498.334,25 euro, oltre rivalutazione monetaria e interessi legali dalla data della sentenza al saldo effettivo. Nell’ambito del giudizio di appello era stata chiesta la sospensiva, che però è stata rigettata dalla Corte d’appello di Bari, Sezione specializzata in materia di impresa, con decisione del 18 giugno scorso, resa nota ieri. La presidente Maria Angela Marchesiello ha disposto la sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza n. 2319/2025 resa dal Tribunale di Bari – Sezione specializzata in materia di imprese, il 16 giugno 2026, nei confronti di Michele Simone, rigettando l’istanza formulata dagli altri appellanti. Inoltre, per la decisione di merito, ha fissato l’udienza del 1° febbraio 2028, davanti alla consigliera istruttrice Maristella Sardone, assegnando alle parti termini perentori: 60 giorni prima dell’udienza per il deposito di note scritte contenenti la sola precisazione delle conclusioni; 30 giorni prima dell’udienza per il deposito delle comparse conclusionali; 15 giorni prima dell’udienza per il deposito delle note di replica. Rispetto al Comune di Foggia, che aveva prospettato che l’esecuzione della sentenza comporterebbe un grave squilibrio finanziario e inciderebbe sulla capacità di erogare servizi pubblici essenziali, la presidente Marchesiello ha “ritenuto che tale allegazione, pur evidenziando un impatto economico significativo, non integri di per sé un pregiudizio irreparabile, risultando priva di dimostrazione in ordine alla concreta esposizione dell’ente a procedure di dissesto o riequilibrio ovvero a un rischio attuale di commissariamento, derivante esclusivamente dall’adempimento della condanna”; inoltre ha “rilevato che non risulta, in particolare, comprovato che il pagamento della somma oggetto di causa determini, in via diretta e immediata, il venir meno degli equilibri di bilancio in misura tale da integrare uno stato di dissesto; che, per contro, deve tenersi conto del fatto che gli enti locali sono tenuti a istituire appositi fondi rischi e contenzioso e a procedere agli accantonamenti necessari in relazione alle passività potenziali, e che tali strumenti sono finalizzati proprio a fronteggiare esiti sfavorevoli del contenzioso, assicurando la tenuta degli equilibri finanziari anche in presenza di obbligazioni derivanti da sentenze esecutive”.

Con 20 voti a favore (nella maggioranza c’erano due assenti giustificati) e 8 voti contrari è stato approvato nella seduta odierna del Consiglio comunale il Rendiconto della gestione 2025 dell’Ente. L’assessore Davide Emanuele, dopo avere ringraziato il dirigente del Servizio Economico-Finanziario Carlo Dicesare e i funzionari che hanno lavorato alla sua predisposizione, ha illustrato la situazione complessiva di tenuta e di equilibrio dei conti comunali, con un risultato di amministrazione positivo di circa 140,9 milioni di euro e un patrimonio netto di 379 milioni. 

Non si arresta la guerra intrapresa dalla polizia penitenziaria di Foggia che in stretta collaborazione con il reparto cinofilo regionale hanno messo a segno un bel colpo sequestrando ad un detenuto di 44 anni, originario della provincia di Brindisi, rientrato in carcere dopo un permesso premio, oltre 160 grammi di sostanza stupefacente (cocaina) occultata nel retto. L’episodio si è verificato nella giornata di ieri Sabato 20 giugno all’interno del carcere di Foggia. Infatti il detenuto al rientro dal permesso è stato sottoposto ai controlli di rito: Sebbene le prime verifiche abbiano dato esito negativo, il successivo intervento delle unità cinofile antidroga e il comportamento particolarmente agitato dell’uomo hanno spinto il personale ad approfondire gli accertamenti. Proprio per questo lo stesso è stato accompagnato presso gli Ospedali Riuniti di Foggia, dove gli esami diagnostici hanno evidenziato la presenza di sette ovuli occultati nel retto.

C'è una frase che, riletta oggi, dice più di quanto in tendesse al tempo. Nel settembre 2023, all'inizio della campagna elettorale per il Comune di Foggia, la candidata Maria Aida Tatiana Episcopo si presentò agli elettori con uno slogan: “Tutta un'altra storia”. Era il claim attorno a cui ruotava tutto il resto. Prometteva discontinuità in una città che ne aveva un disperato bisogno. Il contesto era quanto di più favorevole potesse esserci per una promessa di cambiamento. Foggia veniva da una doppia ferita: prima la fine dell'amministrazione di centrodestra guidata da Franco Landella, dimessosi il 4 maggio 2021, con il consiglio sciolto il 25 maggio; quindi lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, deliberato il 6 agosto 2021, con oltre due anni di commissariamento a seguire. Una città messa sotto tutela, una città senza politica. In quel vuoto, “Tutta un'altra storia” non era uno slogan qualsiasi: era la promessa di voltare pagina e, insieme, di restituire la città a sé stessa. Lo confermano, a risultato acquisito, le reazioni dei leader nazionali del campo largo: Giuseppe Conte (M5S) parlò di “uno schiaffo alle infiltrazioni mafiose”, Elly Schlein (Pd) di una Foggia che “rialza la testa”. Tre anni dopo quella stessa frase sarebbe tornata nelle parole degli alleati che le chiedevano conto. E, rovesciata, nel divario tra ciò che era stato promesso e ciò che era stato fatto. Per capire come una promessa diventi il proprio contrario conviene partire da chi l'ha formulata. Perché Episcopo, prima che sindaca, è una professionista della parola. E non in senso metaforico.

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