Foggia - Page #74




Quanto restino distanti le opposte posizioni di magistratura (quasi tutta) e avvocatura sul tema della riforma della prevenzione antimafia lo ha confermato in maniera lampante il convegno dedicato al tema svoltosi lunedì scorso a Foggia presso Palazzo Dogana, organizzato dai dipartimenti di Giurisprudenza e Scienze Sociali dell’Università di Foggia in collaborazione con l'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Da un lato la posizione di chi - come il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Giovanni Melillo, il prefetto Paolo Giovanni Grieco, il procuratore di Bari Roberto Rossi - sostiene la necessità di non indebolire la normativa attuale. Dall’altro le criticità evidenziate dai giuristi e ancor più dagli avvocati, a partire dal viceministro della giustizia, il penalista barese Francesco Paolo Sisto. Melillo ha invitato ad andare oltre la “trita ripetizione del conflitto fra garanzie e sicurezza”, che è stato al centro di numerosi interventi. “La sede di Foggia per questo convegno ha un ulteriore significato. Qui la criminalità organizzata si presenta come violenta ma ha profonda conoscenza delle tecnologie ed è impegnata in un processo profondo di modificazione nelle strutture di impresa. Vive attraverso le regole del mercato delle imprese e cerca di utilizzarle secondo i propri fini. Io bandirei l'espressione “infiltrazione” e quelle che lasciano intendere ci siano agenti patogeni esterni che aggrediscono corpi sani. In realtà non è così”, ha affermato Melillo.

In occasione del convegno di lunedì scorso sulle prospettive di riforma della prevenzione antimafia, l’Attacco ha intervistato il prefetto di Foggia Paolo Giovanni Grieco, salernitano, arrivato dall’UTG di Vibo Valentia e in carica da dicembre 2024.

Quali miglioramenti auspica rispetto all’attuale normativa?

Ci sono degli aspetti che già sono stati migliorati nel corso degli anni rispetto alla prevenzione antimafia, specie per quanto riguarda le interdittive prefettizie per le quali si è dato più spazio al contraddittorio e all’interlocuzione preventiva con l’impresa prima di giungere al provvedimento. Si sta quindi già lavorando in quel senso. Per quanto riguarda altre misure che ci interessano più da vicino, come lo scioglimento dei Comuni, c’è un dibattito in corso, ci sono molte proposte che ancora non si sono concretizzate. C’è spazio per i miglioramenti, ma i punti fermi di questa normativa non vengono messi in discussione e noi lavoriamo per renderli sempre più aderenti sia all’evoluzione normativa che ai principi costituzionali, nella nostra prassi applicativa.

La storia è semplice, quasi banale nella sua dinamica. Vincenzo Rizzi, cittadino attivo e voce critica della città, scopre di essere stato bloccato su Facebook dalla Sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo. Nessun insulto, nessuna minaccia, nessuna deriva personale: solo opinioni, osservazioni, richieste di chiarimento sull’operato amministrativo. Eppure, da un giorno all’altro, il suo contatto virtuale viene interrotto.

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