Interdittive&scioglimenti di Comuni per mafia, il prefetto: “Ci sono già stati miglioramenti della normativa”

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

In occasione del convegno di lunedì scorso sulle prospettive di riforma della prevenzione antimafia, l’Attacco ha intervistato il prefetto di Foggia Paolo Giovanni Grieco, salernitano, arrivato dall’UTG di Vibo Valentia e in carica da dicembre 2024.

Quali miglioramenti auspica rispetto all’attuale normativa?

Ci sono degli aspetti che già sono stati migliorati nel corso degli anni rispetto alla prevenzione antimafia, specie per quanto riguarda le interdittive prefettizie per le quali si è dato più spazio al contraddittorio e all’interlocuzione preventiva con l’impresa prima di giungere al provvedimento. Si sta quindi già lavorando in quel senso. Per quanto riguarda altre misure che ci interessano più da vicino, come lo scioglimento dei Comuni, c’è un dibattito in corso, ci sono molte proposte che ancora non si sono concretizzate. C’è spazio per i miglioramenti, ma i punti fermi di questa normativa non vengono messi in discussione e noi lavoriamo per renderli sempre più aderenti sia all’evoluzione normativa che ai principi costituzionali, nella nostra prassi applicativa.

C’è chi lamenta, ad oggi, un uso estremamente limitato da parte delle Prefetture – come Foggia – degli strumenti di prevenzione collaborativa introdotti nel 2021 per le infiltrazioni occasionali o marginali. C’è un dato per la Prefettura daunia?

In realtà ci sono misure di prevenzione collaborativa, anche se non sono certamente la maggioranza. Si tratta di pochi casi, anche perché quando lavoriamo su una possibile interdittiva ci occupiamo di quelle situazioni per cui riteniamo ci sia una compromissione molto più consistente e non una influenza occasionale. Situazioni più a rischio. Però negli ultimi anni il numero di atti relativi a misure di prevenzione collaborativa è in aumento, come sono frequenti anche le misure disposte dal giudice della prevenzione. Quindi in qualche modo si lavora in quella direzione: dare spazio al contraddittorio e alla possibile emendabilità dell’impresa.

L’interdittiva dovrebbe essere una extrema ratio dopo l’introduzione della prevenzione collaborativa. E’ effettivamente così?

Io la vedo come una misura a tutela della sicurezza dello Stato, giustamente lo Stato deve scegliere con attenzione i propri interlocutori per gli affidamenti degli appalti. E’ una forma di selezione che è tipica del nostro Paese, negli altri Paesi non ci sono. Spesso è usata come extrema ratio, l’interesse nostro è che le imprese lavorino. Ma il nostro intervento è anche a tutela della concorrenza e delle imprese sane, va visto anche sotto questo punto di vista il tema delle interdittive. Noi tuteliamo non solo l’interesse dello Stato ma anche le imprese sane, che spendono molto per mantenersi nel mercato legale e che vanno tutelate.

La bonifica non sempre riesce oppure ci sono nuovi elementi che portano la Prefettura a riconfermare, dopo anni, l’interdittiva relativa alla stessa impresa.

Sì, perché lavoriamo su situazioni consolidate quando si tratta di interdittive. Non è facile per un’impresa rinnovarsi, ricostituire i capitali e una gestione sociale ex novo con persone estranee a quelle che hanno determinato l’interdittiva. Non è facile per un’impresa staccarsi e tornare nel mercato legale, però ci sono stati anche casi di imprese che dopo il periodo di amministrazione giudiziaria sono tornati ad operare nel mercato.

Perché qualunque discussione sulla possibilità di riformare lo scioglimento dei Comuni per mafia è cade nel nulla?

In effetti è complicato, anche se ipotesi ci sono, come quella di inserire una sorta di contraddittorio con l’amministrazione comunale durante la fase della commissione di accesso, oppure inserire un monitoraggio più stringente che sia sostitutivo della gestione commissariale evitando lo scioglimento. Sono ipotesi in campo, non tutte di facile attuazione. Per noi gestire un’attività stringente su Comuni a rischio è molto impegnativo, sono molteplici i Comuni. Ci sono dunque varie proposte, che saranno valutate da chi di dovere. Noi ci limitiamo ad applicare la legge.

La Capitanata, negli ultimi 11 anni, ha registrato centinaia di interdittive antimafia e sei casi di Comuni sciolti per infiltrazioni, a cominciare dal capoluogo. Secondo lei è una stagione superata o non ancora?

Va a periodi. E’ chiaro, non si può ripetere l’esperienza di tanti Comuni sciolti, si è intervenuti già pesantemente su quelle realtà, come sulle interdittive. Quando ero prefetto in Calabria le interdittive adottate non furono numerose come quelle della Capitanata, ma qui c’è un’attività economica molto più sviluppata, ci sono tante imprese e ci sono collegamenti che restano. Per adesso siamo in una fase ordinaria, fisiologica. Non so se usciranno elementi che ci porteranno ad interventi su più larga scala, ma per adesso la ritengo una fase fisiologica che dobbiamo gestire senza abbassare il livello di attenzione.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet