Due mesi di campionato hanno consegnato una squadra capace di accendere la speranza e subito dopo di alimentare i dubbi. Le vittorie con Sorrento e Cosenza hanno mostrato potenzialità e margini di crescita, ma il ko con il Potenza ha riportato in superficie vecchi problemi: discontinuità, errori difensivi, equilibri precari e alcuni uomini importanti ancora lontani dalla condizione ideale. Nove partite sono sufficienti per cominciare a intravedere un’identità, ma non ancora per emettere sentenze definitive. Il Foggia di Gaetano Auteri è una squadra che vive di strappi, alterna segnali incoraggianti a passaggi a vuoto, e fatica a trovare quella continuità che dovrebbe rappresentare il primo obiettivo di un gruppo ancora in costruzione. Il bilancio racconta tre vittorie, due pareggi e quattro sconfitte, con 9 gol realizzati e 10 subiti. Undici punti che descrivono un percorso irregolare, nel quale le buone prestazioni non sempre sono state accompagnate dai risultati, e le vittorie non hanno ancora prodotto una svolta stabile. La domanda, a questo punto, non è soltanto dove possa arrivare il Foggia, ma quanto sia già riuscito a costruire Auteri in questi primi due mesi. Perché qualcosa funziona, qualcosa deve ancora essere sistemato e altro, invece, richiede interventi più profondi.

Ci sono sconfitte che si consumano nei 90’, e altre che continuano a bruciare anche quando il rumore dello stadio si è spento. Il ko contro il Potenza appartiene a questa seconda categoria. Perché perdere contro la capolista può anche rientrare nella logica di un campionato, ma il modo in cui è arrivata la sconfitta impone interrogativi che sarebbe sbagliato archiviare troppo in fretta. Il Foggia è apparso in difficoltà, esposto in alcuni momenti, incapace di trovare gli equilibri necessari per affrontare un avversario di valore assoluto. Il Potenza non ha avuto bisogno di inventarsi una partita straordinaria per mettere in evidenza le fragilità degli avversari. Gli è bastato approfittare di ciò che gli è stato concesso, confermando che, a certi livelli, gli errori di organizzazione, le distanze sbagliate e le difficoltà nella gestione dei momenti della gara finiscono per presentare un conto salato. Eppure, forse, l’aspetto più significativo della giornata non riguarda soltanto quanto accaduto in campo. Riguarda invece ciò che è successo dopo, davanti ai microfoni, quando Gaetano Auteri ha scelto di essere meno accomodante di quanto non lo sia stato finora coi suoi. Le dichiarazioni del tecnico meritano attenzione proprio perché rappresentano un cambio di registro. Auteri ha censurato alcuni dei suoi, chiamando in causa chi, a suo giudizio, non riuscirebbe a reggere adeguatamente le pressioni che accompagnano le partite interne. Parole forti, che non possono essere considerate semplicemente lo sfogo di un allenatore deluso dal risultato.

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