Due mesi di campionato hanno consegnato una squadra capace di accendere la speranza e subito dopo di alimentare i dubbi. Le vittorie con Sorrento e Cosenza hanno mostrato potenzialità e margini di crescita, ma il ko con il Potenza ha riportato in superficie vecchi problemi: discontinuità, errori difensivi, equilibri precari e alcuni uomini importanti ancora lontani dalla condizione ideale. Nove partite sono sufficienti per cominciare a intravedere un’identità, ma non ancora per emettere sentenze definitive. Il Foggia di Gaetano Auteri è una squadra che vive di strappi, alterna segnali incoraggianti a passaggi a vuoto, e fatica a trovare quella continuità che dovrebbe rappresentare il primo obiettivo di un gruppo ancora in costruzione. Il bilancio racconta tre vittorie, due pareggi e quattro sconfitte, con 9 gol realizzati e 10 subiti. Undici punti che descrivono un percorso irregolare, nel quale le buone prestazioni non sempre sono state accompagnate dai risultati, e le vittorie non hanno ancora prodotto una svolta stabile. La domanda, a questo punto, non è soltanto dove possa arrivare il Foggia, ma quanto sia già riuscito a costruire Auteri in questi primi due mesi. Perché qualcosa funziona, qualcosa deve ancora essere sistemato e altro, invece, richiede interventi più profondi.