Foggia, i genitori di una bimba affetta da sindrome di down: "Nostra figlia discriminata a scuola di danza"

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

I genitori di una bambina con disabilità, Giuseppina e Michele, hanno deciso di raccontare due episodi che hanno come protagonista – loro malgrado – la figlia.

“Nostra figlia, affetta da sindrome di down, discriminata là dove nessuno andrebbe mai emarginato: a scuola. Maria Francesca ha quasi 12 anni ed è innamorata della danza. Per questo abbiamo deciso - anche su suggerimento del medico ortopedico del Bambin Gesù che la segue - di assecondare questa sua passione e di iscriverla ai corsi di una scuola di danza, molto nota nella città di Foggia per la sua pluriennale esperienza”.

“La bambina era entusiasta, e noi con lei. Ma le cose non sono andate affatto come ci aspettavamo. Nei primi anni, a causa della pandemia e della sua salute cagionevole, Maria Francesca è stata costretta a seguire le lezioni a singhiozzo. L’anno scorso finalmente contavamo in una piena ripresa. Ma al suo rientro abbiamo avuto la prima, poco piacevole, sorpresa. Le insegnanti l’hanno letteralmente declassata, togliendola dal precedente gruppo di ballerine (e amiche) e inserendola in un altro composto da bambine molto più piccole: era rimasta indietro, è stata la spiegazione che ci hanno fornito, per la frequenza irregolare e le difficoltà legate alla sindrome”.

“Per Maria Francesca è stato un duro colpo: troppo doloroso vedere le altre compagne andare avanti, troppo difficile socializzare con bimbe che non conosceva affatto, per giunta con una evidente differenza d’età. Ma abbiamo ingoiato il rospo e lasciato che continuasse a frequentare i corsi, sperando che la situazione si stabilizzasse. Purtroppo non era finita lì. A febbraio scorso un’altra scoperta, ancora più sgradevole della prima: nostra figlia è stata esclusa dal saggio che si terrà a fine anno. Lo abbiamo appreso nel peggiore dei modi: per caso, chiacchierando con altri genitori”.

“Le compagne del corso frequentato da Maria Francesca si stanno preparando da tempo al saggio finale. Ma qualcuno ha deciso - e senza consultarci affatto - che questa gioia sarà preclusa a nostra figlia. ‘Non riesce a seguire, non riesce ad andare a tempo, è impacciata nei movimenti, potrebbe mandare all’aria un anno di lavoro’, ci ha detto la maestra, senza alcuna difficoltà o imbarazzo. E quando le abbiamo fatto notare che avrebbe dovuto parlarne prima con noi, la risposta è stata altrettanto disarmante: ‘Non ci ho pensato, lo davo per scontato’”.

“Scontato che mia figlia venisse tagliata fuori. Che potevamo fare? Nulla, se non ritirare definitivamente Maria Francesca da quella scuola, infliggendo nostro malgrado alla bambina un altro dolore. Adesso l’amarezza è tanta. Così come le domande che ci ronzano in testa. Cosa accadeva nelle decine di ore che nostra figlia ha trascorso in quelle aule? L’hanno trattata come quota o come allieva a cui insegnare qualcosa? Le hanno permesso di esprimersi, di tirare fuori le sue potenzialità, il suo talento? Discriminare, in latino, significa separare. Ma noi crediamo nella scuola, in quella vera, quale preziosa opportunità di accoglienza e di libera espressione della propria unicità”.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet