All’indomani dell’agguato di ignoti contro il noto imprenditore di Cerignola Gino Caiaffa nella città ofantina c’è un diffuso sconcerto e nessuno ha la minima idea dei motivi. Era il tardo pomeriggio di martedì quando Caiaffa stava lasciando in auto la zona industriale dell’Interporto, dove ha sede la sua Cerichem Biopharm. Dalle campagne limitrofe sono sbucati due uomini a volto coperto, che lo stavano aspettando con tutta probabilità, appostati in attesa che uscisse dal lavoro, insieme ad almeno una terza persona in auto. Sono stati 3-4 i colpi di pistola esplosi contro Caiaffa, sparati verosimilmente per indurlo a fermare l’auto. Ma Caiaffa, rimasto illeso, è riuscito ad allontanarsi. L’episodio è stato prontamente denunciato presso il Commissariato di Polizia di Cerignola, dove oltre all’ascolto dell’imprenditore si stanno visionando i filmati delle telecamere, che mostrano esattamente la scena. C’è chi ha ipotizzato la pista più semplice e scontata nel paese troppe volte preda di furti d’auto e mercato nero di pezzi di ricambio, ovvero che si sia trattato di un tentativo di rubare la Mercedes classe S, nuova di zecca, che Caiaffa aveva acquistato pochi giorni prima. Un’auto il cui listino parte da circa 130mila euro, la sola in città di quel modello. Ma le modalità del blitz sono apparse del tutto inusuali e incongrue per un furto d’auto: chi spara ripetuti colpi di pistola contro il veicolo, rischiando peraltro di danneggiarlo? “Stiamo lavorando”, si è limitato a dire ieri mattina a l’Attacco il neo questore di Foggia, Alfredo Fabbrocini. Nessuna ipotesi viene avanzata, come detto, a Cerignola, dove c’è preoccupazione nella Cerichem, non capendo da dove possa provenire una simile azione criminale. Cerichem Biopharm è una realtà di successo, che dal 2014 sviluppa e produce dispositivi medici per strutture sanitarie e prodotti di largo consumo per la sanificazione, disinfezione, detersione degli ambienti domestici e per l’igiene della persona. Nel quartier generale dell’Interporto sono operativi un centro produttivo 4.0, l’area di stoccaggio per rifiuti sanitari e uffici commerciali Italia e export. Completano la struttura i laboratori di ricerca e sviluppo, dotati di sistemi all’avanguardia, e l’Accademy Biopharm per la formazione interna o dei clienti. Un ufficio di rappresentanza è attivo a Milano.

Diciotto Daspo per gli scontri tra le tifoserie di Manfredonia ed Ebolitana, degenerati in una violenta rissa al termine della partita disputata lo scorso 20 settembre allo stadio Miramare e valida per il campionato di Serie D. I provvedimenti sono stati illustrati ieri mattina nel corso di una conferenza stampa in Questura a Foggia, alla presenza del Questore Alfredo Fabbrocini, che ha disposto i divieti nei confronti di 18 persone di età compresa tra 21 e 52 anni, individuate dalla Polizia di Stato attraverso l'analisi delle immagini e dei filmati relativi agli incidenti. Sedici provvedimenti riguardano tifosi del Manfredonia, mentre gli altri due sono stati adottati nei confronti di sostenitori dell'Ebolitana. I divieti di accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive avranno una durata compresa tra due e dieci anni, stabilita in relazione alla pericolosità attribuita ai destinatari sotto il profilo dell'ordine e della sicurezza pubblica. La ricostruzione degli investigatori parte da quanto accaduto al termine dell'incontro. Alcuni sostenitori del Manfredonia, con il volto coperto, avrebbero lasciato il settore riservato alla tifoseria locale, riuscendo a eludere i controlli di sicurezza e a raggiungere i tifosi dell'Ebolitana. Questi ultimi si trovavano già a bordo dei mezzi predisposti per il rientro. Il gruppo di sostenitori sipontini avrebbe dato inizio a una fitta sassaiola, facendo precipitare la situazione e innescando una violenta rissa. L'intervento delle forze dell'ordine, necessario per impedire che gli scontri proseguissero, non ha evitato ulteriori momenti di tensione. Alcuni dei partecipanti alla rissa hanno infatti aggredito anche i poliziotti intervenuti sul posto. Il bilancio è stato di sette operatori di polizia feriti, che hanno riportato diversi traumi contusivi. L'individuazione dei responsabili è avvenuta attraverso l'esame del materiale video raccolto dagli investigatori, che ha consentito di identificare le 18 persone destinatarie dei provvedimenti. Le misure si aggiungono alle sanzioni che hanno già colpito la squadra e i suoi sostenitori dopo gli incidenti. In considerazione della gravità degli episodi e del rischio di nuovi disordini, infatti, sono state disposte tre partite casalinghe del Manfredonia a porte chiuse e il divieto di trasferta per altre tre gare. Le restrizioni sono state adottate con provvedimento prefettizio, su indicazione del Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive (Casms). Un doppio fronte di intervento, dunque, con i Daspo a carico delle singole persone individuate e le misure restrittive che incidono sull'accesso del pubblico alle successive partite del Manfredonia. La linea della Questura di Foggia sarà improntata alla tolleranza zero nei confronti della violenza negli stadi di Capitanata. Lo ha detto chiaramente Alfredo Fabbrocini nel corso della conferenza stampa, richiamando tifosi e società sportive alla responsabilità e alla collaborazione.

Su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, la Polizia di Stato di Foggia ha dato esecuzione al provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari nei confronti di uomo di 57 anni. L’operazione è il risultato di una complessa attività investigativa avviata nel 2024 dalla Squadra Mobile di Foggia con il coordinamento della DDA di Bari, avente ad oggetto la nota consorteria mafiosa Lombardi/La Torre/Ricucci (già clan Romito), collegata al fenomeno dell’assalto ai portavalori, che opera nel territorio ricompreso tra Apricena, San Severo, San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo.

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