Da giorni la Puglia, e in particolare la Capitanata, è attraversata da proteste che bloccano strade e caselli autostradali. La protesta si sta estendendo ad altre regioni del sud; infatti si registrano blocchi e proteste in Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia. Camionisti, agricoltori e commercianti manifestano contro il caro gasolio, con blocchi anche nel Foggiano, mentre gli operai dell’ex Ilva di Taranto, in sciopero contro lo spegnimento dell’area a caldo dello stabilimento, hanno presidiato per giorni la statale jonica e l’accesso alla raffineria Eni: i blocchi sono stati rimossi venerdì mattina; lo sciopero era proclamato fino alle 23. Le parti sindacali sono state invitate a un tavolo che si terrà il 27 ottobre a Palazzo Chigi. I fermi degli autotrasportatori, intanto, sono annunciati fino al 20 ottobre. Il risultato è che in Puglia, in Calabria e in Basilicata molte stazioni di servizio sono rimaste senza benzina e gasolio. Eni parla di “impatti crescenti sulla distribuzione di carburanti” e nel Foggiano iniziano a registrarsi disagi anche nelle consegne di merci ai supermercati. Per questo l’Attacco ha deciso di fare un tour in alcuni punti vendita e supermercati della città, per capire quanto queste proteste stiano pesando sui foggiani che devono fare la spesa e comprare beni di prima necessità come latte, carne, prodotti da banco e prodotti secchi. Venerdì 16 ottobre, nella prima mattinata, poco dopo le 10, davanti alle casse dell’Eurospin di via di Salpi, tra Villaggio Artigiani e Rione Martucci, due o tre file sono già lunghe. Alle 10:20 siamo dentro e il racconto comincia dal banco del pollo: i ripiani alti e centrali sono vuoti, restano solo le griglie bianche con i separatori, mentre in basso sopravvive qualche vaschetta di carne. Nel banco dei surgelati i cartellini dei prezzi sono ancora tutti al loro posto, dal cordon bleu al kebab, dalla lonza alle braciole di lombo, ma sotto non c’è quasi nulla. Contiamo soltanto due confezioni. Più avanti, nei reparti dei prodotti secchi, i ripiani bassi mostrano il fondo blu a vista e a terra si accumulano i cartoni vuoti con cui i prodotti erano esposti. Gli espositori delle merendine hanno spazi vuoti accanto alle poche brioches rimaste, e il frigo dei piatti pronti presenta vuoti su ogni ripiano. L’ortofrutta, invece, regge: mele, carote, patate, mandarini e uva sono al loro solito posto. Mancano anche beni di prima necessità. Alcuni tipi di pane non ci sono proprio e il banco del latte ha pochi prodotti, con ripiani spogli e cartoni piegati sotto i cartellini dei prezzi. Il responsabile è molto occupato e non può risponderci, così sono i commessi a darci informalmente qualche informazione. A fermarsi, riferiscono a l’Attacco, sono le consegne: la carne arriva sempre meno oppure non arriva più. Stessa cosa vale per i latticini. Ora si stanno esaurendo anche i prodotti confezionati, come merendine e prodotti in scatola, oltre ai detersivi. Non c’è materiale per riempire di nuovo gli scaffali, alcuni totalmente vuoti, altri che si stanno svuotando a mano a mano che i clienti li acquistano e non possono più essere riforniti.

Giudicheranno i cittadini quello che avrò saputo fare di concreto". Si è insediato questa mattina alla guida della Prefettura di Foggia il nuovo prefetto Antonio Giannelli, che ha indicato alla stampa le priorità del suo mandato. Proveniente da Cremona, dove ha ricoperto lo stesso incarico dal 2024, Giannelli ha annunciato un approccio fondato sul dialogo, sulla conoscenza del territorio e sul rispetto delle regole. "Quello di Capitanata è un territorio che ha grandissime opportunità", ha dichiarato, assicurando la propria disponibilità a visitare i Comuni e a collaborare con i sindaci, senza promettere soluzioni facili. Tra le prime questioni da affrontare c'è la mobilitazione di agricoltori e autotrasportatori. Il prefetto ha garantito la disponibilità a incontrare i manifestanti, sottolineando però che le proteste devono rispettare i limiti imposti dalla tutela dell'ordine pubblico.

Le proteste di autotrasportatori e agricoltori, alle quali si sono aggiunti anche i pescatori, interessano diverse aree della Puglia e del Sud Italia. Sulla vicenda interviene l’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, Franco Moscone, che richiama l’attenzione sulla limitata copertura mediatica delle mobilitazioni, esprimendo perplessità sul silenzio dei principali organi di informazione.

Venerdì il comparto olivicolo della Piana di Macchia scenderà in protesta per denunciare una situazione economica sempre più insostenibile, che mette a rischio il futuro delle aziende agricole e il reddito di tante famiglie che vivono del lavoro nei campi. La mobilitazione si svolgerà dalle ore 06:00 alle ore 18:00. Il punto di incontro è fissato presso il bivio per Macchia Libera, da dove partirà la colonna della protesta, che interesserà il tratto stradale compreso tra le rotatorie dal chilometro 163, in corrispondenza del Centro Commerciale Gargano, fino al chilometro 159, in prossimità del CCR.

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