Società  Foggiana, quattro condanne per tre tentati omicidi: Se esce il fratello, devi schiattare prima a quello

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Il gup del Tribunale di Bari Marco Galesi ha condannato a pene comprese tra i 20 anni e i 14 anni di reclusione quattro pregiudicati foggiani accusati di tre tentati omicidi avvenuti nel capoluogo dauno nel gennaio 2019. La sentenza è stata emessa al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato. Il giudice ha riconosciuto le contestate aggravanti della premeditazione e del metodo mafioso. Stando alle indagini coordinate dalla Dda di Bari, gli agguati furono pianificati per vendicare l'omicidio del boss Rodolfo Bruno, ucciso nel novembre 2018, padre di uno degli imputati. Si tratta di Gianfranco Bruno, "alias primitivo", nato a Foggia il 2 dicembre 1978 (20 anni di reclusione), Antonio Bruno, nato a Foggia l'1 aprile del 1997 (14 anni di reclusione), Antonio Carmine Piscitelli, nato a Foggia il 16 luglio del 1982 (14 anni di reclusione) e Giuseppe Ricco, nato a Margherita di Savoia il 3 gennaio del 1964 (20 anni di carcere). Rispondono di ben tre episodi di tentativo di omicidio, tutti aggravati dalla premeditazione: sono stati riconosciuti quali appartenenti all'associazione mafiosa convenzionalmente denominata "Società  Foggiana" e colpevoli dei delitti di detenzione e porto di armi da sparo (tra cui una pistola calibro 44 Magnum "Smith e Wesson" con matricola abrasa), nonchè di due episodi di ricettazione, sempre connessa agli episodi in trattazione. La base logistica del gruppo criminale era rappresentata da un casolare posto alla periferia di Foggia, in località  Sprecacenere, che veniva raggiunto dagli imputati, costantemente monitorati, sin dalle prime luci dall'alba, a seguito di una serie di telefonate e squilli con cui si davano la sveglia prima di ogni incontro. I dialoghi captati degli imputati (che rivendicano apertamente la loro appartenenza al clan) colpiscono per la loro carica offensiva e la sete di vendetta manifestata nei confronti dei fratelli Frascolla e di coloro che avevano lasciato solo Rodolfo Bruno, così da facilitare la sua eliminazione. In un dialogo oggetto di captazione ambientale intercorso alle prime luci dell'alba del 26 gennio 2019 tra Antonio Bruno, Giuseppe Ricco e Gianfranco Bruno, quest'ultimo, parlando dell'attimo in cui Ricco, accompagnato da Antonio Bruno, avrebbe dovuto sparare a Gioacchino Frascolla, gli dice "dai, avviati, fai subito, fallo girare a Gioacchino". Nel momento, poi, in cui gli interlocutori discutono della possibilità  che la porta della abitazione (alla quale Ricco avrebbe dovuto suonare con una scusa) potesse essere aperta da Antonello Frascolla e alla domanda se avrebbe dovuto sparare anche "a quello", Bruno "se esce il fratello, devi schiattare prima al fratello". Bruno continua dicendo "vai, schiaffagli due botte a quello"; Ricco aggiunge: "io gli voglio schiattare la testa (sparare in testa) prima a lui: però mica possiamo andare carcerati? E se quello aveva una pistola dentro?".

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testatina dillo al direttore WEB

 

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