Connubio tra extravergine e piatti: l'olio del Gargano si fa giudicare dagli chef in una sfida a Vieste

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L’olio come una precisa scelta culturale: il concorso “L’Olio degli Chef”, ospitato all’Istituto Alberghiero di Vieste, parte proprio da qui. L’iniziativa, tenutasi nel pomeriggio del 27 maggio, ha messo attorno allo stesso tavolo quindici chef arrivati da diversi paesi del promontorio che hanno assaggiato e valutato nove oli Evo vincitori della seconda edizione del premio “Mignola d’Oro - Gargano Extra Virgin Olive Oil Award”. Un lavoro fatto sul gusto, certo, ma soprattutto sulla capacità di capire quale olio riesca davvero ad accompagnare un piatto di carne, uno di pesce o una preparazione a base di verdure. L’idea porta la firma di Sabrina Pupillo, tecnologa alimentare, assaggiatrice professionista e direttrice organizzativa della Settimana dell’Olio, che da tempo insiste su un punto preciso: l’extravergine nei ristoranti continua troppo spesso ad essere trattato come un ingrediente secondario. “Il binomio olio-ristorazione è fondamentale - commenta a l’Attacco - perché uno chef deve conoscere le caratteristiche degli extravergini per poterli abbinare nel modo corretto ai piatti. Il ristorante è anche il luogo in cui il consumatore può imparare a dare all’olio il valore che merita”.
Da qui la filosofia del concorso. Basta “un olio buono per tutto”, ogni piatto ha bisogno del del suo profumo e della sua intensità. “Gli abbinamenti sono fondamentali - continua Pupillo - perché un olio può esaltare un piatto oppure spegnerlo. Bisogna conoscerne le caratteristiche e capire come possa incidere davvero nella costruzione del gusto”. Per il pesce hanno fatto parte della giuria Nicola Bramante, Vincenzo Denittis, Domenico Cilenti, Donato Notarangelo e Leonardo Vescera. Per la carne Leonardo del Viscio, Luigi De Vita, Vincenzo Bua, Mindo e Mario Falco. La commissione dedicata alle verdure era invece composta da Martina Russi, Simone Conte, Luigi Centra, Daniele Pizzarelli e Alessandro Calzolaro.   A guidare i lavori proprio Sabrina Pupillo, che considera questa “edizione zero” una sorta di punto di partenza: “Sono rimasta colpita dalla disponibilità degli chef del Gargano a mettersi in gioco. È stato un test, ma ha dato risposte importanti. In futuro il progetto potrebbe crescere ancora, coinvolgendo i cuochi persino nella creazione di ricette pensate a partire dall’olio”. Il concorso, promosso dall’assessorato alle Politiche Agricole del Comune di Vieste insieme alla Settimana dell’Olio e all’associazione La Rinascita dei Trabucchi Storici, si concluderà con le premiazioni che verranno annunciate nei prossimi giorni. Previsto anche un riconoscimento speciale dedicato agli abbinamenti con il pesce, che sarà consegnato durante la prossima Settimana dell’Olio, in programma ad agosto a Vieste. Per ora il Gargano si racconta anche attraverso l’extravergine, che cerca di trovare finalmente il suo posto nella cucina d’autore.

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