L’olio come una precisa scelta culturale: il concorso “L’Olio degli Chef”, ospitato all’Istituto Alberghiero di Vieste, parte proprio da qui. L’iniziativa, tenutasi nel pomeriggio del 27 maggio, ha messo attorno allo stesso tavolo quindici chef arrivati da diversi paesi del promontorio che hanno assaggiato e valutato nove oli Evo vincitori della seconda edizione del premio “Mignola d’Oro - Gargano Extra Virgin Olive Oil Award”. Un lavoro fatto sul gusto, certo, ma soprattutto sulla capacità di capire quale olio riesca davvero ad accompagnare un piatto di carne, uno di pesce o una preparazione a base di verdure. L’idea porta la firma di Sabrina Pupillo, tecnologa alimentare, assaggiatrice professionista e direttrice organizzativa della Settimana dell’Olio, che da tempo insiste su un punto preciso: l’extravergine nei ristoranti continua troppo spesso ad essere trattato come un ingrediente secondario. “Il binomio olio-ristorazione è fondamentale - commenta a l’Attacco - perché uno chef deve conoscere le caratteristiche degli extravergini per poterli abbinare nel modo corretto ai piatti. Il ristorante è anche il luogo in cui il consumatore può imparare a dare all’olio il valore che merita”.
Connubio tra extravergine e piatti: l'olio del Gargano si fa giudicare dagli chef in una sfida a Vieste
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