Si è visto e capito chiaramente che i Monti dauni non stanno più molto a guardare e a subire passivamente i processi di invecchiamento e decremento della popolazione, a combattere contro la carenza di servizi e a discutere “internamente” di sviluppo e resistenza sui territori delle aree interne. Molti Sindaci si stanno dando da fare, rivolgendosi direttamente a Bari e a Roma, sedi governative da cui ottenere, dopo adeguata illustrazione e sensibilizzazione, adeguati strumenti normativi che vadano decisamente oltre l’erogazione di fondi pubblici, perché molto spesso ritengono che un provvedimento mirato sia più efficace del finanziamento di un progetto.
La conferma di questo atteggiamento c’è stata anche nei giorni scorsi a Castelluccio Valmaggiore, dove proprio la Regione ha avviato il ciclo di incontri nelle cinque zone pugliesi per andare a spiegare la strategia che vede alla guida l’assessora Marina Leuzzi. L’esponente di Avs ha invitato le comunità ad attivare la partecipazione, anche per supportare i Comuni ad attuare le iniziativa da inserire nella programmazione.
Sono state “dettate” quattro grandi direttrici: i luoghi, attraverso il recupero di immobili, edifici e spazi da destinare a servizi di comunità, attività culturali, innovazione sociale, formazione, coworking e nuove funzioni di interesse pubblico; i landmark territoriali, cioè quei patrimoni culturali, ambientali e identitari che rendono unico ciascun territorio, e che potranno essere valorizzati come fattori di sviluppo e attrazione; l’ospitalità, con l’obiettivo di rafforzare la capacità di accoglienza, migliorare i servizi per visitatori e residenti, promuovere forme innovative di ospitalità diffusa e favorire la permanenza nei territori di turisti, lavoratori da remoto, studenti, giovani famiglie e nuovi abitanti; imprese e lavoro, sostenendo la nascita e il consolidamento di attività economiche nei settori della cultura, del turismo, dell’artigianato, dell’agricoltura di qualità e dei servizi di prossimità. E di Avs è anche un nuova proposta di legge a livello nazionale, presentata nei giorni scorsi durante “Terra!”, la festa del partito. Nel mirino c’è ovviamente il Governo, accusato di aver previsto nel Piano strategico per alcune aree interne un “accompagnamento graduale verso il declino” con la famigerata legge sulla montagna, escludendo quindi dai benefici decine di centri dell’Appennino e del Mezzogiorno. L’indicazione legislativa arriva dopo una articolato lavoro sul tema, attraverso un lungo percorso di confronto con i territori e la sua conclusione punta a introdurre una riforma strutturale fondata su pilastri fondamentali presentati alla Fiera del Levante.