È nella riunione provinciale che si consuma il passaggio decisivo della trattativa. Un incontro lungo, teso, tenutosi di sabato e che segna di fatto il punto di svolta nella costruzione del campo largo a San Giovanni Rotondo. Attorno al tavolo, oltre ai rappresentanti locali, anche i riferimenti provinciali e regionali, con una linea chiara: uscire con un nome condiviso.
A dettare il ritmo è soprattutto Raffaele Piemontese, che - secondo quanto ricostruito -avrebbe posto una condizione netta: chiudere quella sera stessa, senza ulteriori rinvii. Una accelerazione che arriva dopo settimane di stallo e che si inserisce in una strategia più ampia, non solo locale. Il punto, infatti, non è soltanto trovare un candidato, ma rispettare un indirizzo politico preciso: costruire il campo largo.
Un’indicazione che, come conferma anche il segretario cittadino del Partito Democratico Matteo Masciale, arriva dai livelli superiori del partito: “Noi siamo un partito e abbiamo una linea guida che arriva dal livello nazionale” - spiega - e quella linea guida è chiara: bisogna fare il campo largo”. Ma l’ applicazione concreta di tale impostazione nazionale nei territori si scontra con equilibri locali, accordi pregressi e dinamiche interne ai partiti. San Giovanni Rotondo, in questo senso, diventa un caso simbolico.
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