Aprile replica a M5S su guaio creato da imprese parenti, ora denuncia in Procura: “Lo ignoravo”

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“Non ne sapevo niente, l’ho appreso dal giornale”. E’ stata questa, ieri mattina, la risposta data al M5S dalla vicesindaca contiana del Comune di Foggia, Lucia Aprile, alla notizia svelata da l’Attacco dell’ennesima procedura dominata dalle imprese dei suoi familiari. Ma stavolta l’iter è stato annullato dal rup Carmelo Fredella, con l’avallo del dirigente Tullio Daniele Mendolicchio. Il 16 febbraio scorso il dirigente Romeo Delle Noci, adottò la determina a contrarre per il servizio di revisione e ripristino del materiale elettorale e successivo trasporto, montaggio e smontaggio del materiale necessario per l’allestimento delle postazioni destinate alla propaganda elettorale e delle sezioni elettorali in occasione del referendum confermativo del 22 e 23 marzo prossimi. Il dirigente individuò come rup Fredella (lo stesso del caso che fece scoppiare le polemiche nell’estate 2025, quello dell’affidamento diretto all’impresa della sorella gemella della vicesindaca, con successiva rinuncia e annullamento in autotutela per vizi di legittimità), in servizio al settore lavori pubblici, e impegnò la spesa di 53mila euro, comprensiva di Iva al 22%. La gara, per 43.442,62 euro, con richiesta di offerta telematica, il 2 marzo scorso ha visto Daunia Service srls col ribasso del 44,62%, S.G. Servizi srl col ribasso di 0,85%, A.G.S. Trasporti & Logistica di Pompa Annalisa col ribasso del 3% e Aprile Luigi col ribasso del 9,31%. Insomma, il profluvio di polemiche dello scorso anno non ha fatto desistere in alcun modo i parenti della vicesindaca dal rendersi disponibili e dal creare situazioni di fortissimo disagio in Comune. L’offerta di Daunia Service è risultata anomala ed è stata esclusa; è risultata quale migliore offerta quella di Aprile Luigi per un importo di 37.503,40 euro, per un totale complessivo di 39.592,62 euro. “A seguito dei controlli effettuati dalla stazione appaltante, è stato riscontrato il legame di parentela tra i tre operatori economici rimasti in gara”, ha sottolineato Fredella. Una situazione ancora una volta inopportuna ed evitabile. “Quanto sopra ha richiesto ulteriori verifiche ai sensi dell’articolo 95, comma 1, lettera D, del decreto legislativo 36/2023 “Cause di esclusione non automatica” recante: “La stazione appaltante esclude dalla partecipazione alla procedura un operatore economico qualora accerti il sussistere di rilevanti indizi tali da far ritenere che le offerte degli operatori economici siano imputabili ad un unico centro decisionale a cagione di accordi intercorsi con altri operatori economici partecipanti alla stessa gara”. Risulta evidente”, ha concluso il rup, “l'incrocio di relazioni familiari e l'esistenza di una situazione di obiettiva comunicabilità tra soggetti pur appartenenti a strutture societarie diverse ma posti in diretta relazione tra loro attraverso vincoli affettivi, familiari, parentali molto stretti, cui deve aggiungersi l'intervallo ristretto all'interno del quale si collocano le offerte presentate”. Da qui la decisione del rup: “Risulta necessario annullare la procedura informale di gara e non aggiudicarla, riservandosi l'esperimento di nuovo affidamento”. 

Se l’assessora contiana all’ambiente si difende, coi suoi, dicendo di non averne saputo niente e dunque che tutto è avvenuto per opera dei suoi familiari, senza il suo coinvolgimento, nel M5S l’imbarazzo è confermato dal silenzio dei vertici alla richiesta di un commento al riguardo. “In maggioranza se ne parla, eccome. I commenti non sono positivi, ma la linea è di non fare dichiarazioni pubbliche perché se la devono sbrogliare nel M5S”, dice una fonte del campo largo a l’Attacco. “È davvero triste dover dire 'io l'avevo detto!'”, il commento social del consigliere comunale contiano Giovanni Quarato, mesi fa molto critico rispetto a tale situazione. 

Se è vero che non si può impedire alle molteplici imprese dei familiari ed affini di Aprile di farsi avanti tentando di ottenere gli appalti comunali, è anche vero che solo stavolta – dopo la baraonda mediatica e politica dell’estate scorsa – è stato sollevato il dubbio di “un unico centro decisionale”, quando anche in precedenza c’erano state procedure che avevano visto la partecipazione di più imprese della stessa famiglia. 

Inoltre, l’annullamento non chiude la vicenda. Da un lato, come osservano alcuni avvocati, ora il rup è tenuto a presentare denuncia in Procura per presunta turbativa d’asta. Dall’altro, anche dando per scontato che la vicesindaca sia altra cosa rispetto alle imprese dei suoi familiari ed affini, e dunque che non c’entri con l’eventuale accordo tra queste imprese paventato dal rup, resta la questione politica. Si può pensare che simili episodi possano ripetersi senza alcuna ripercussione politica, specie nella fase più critica dell’amministrazione Episcopo? 

Peraltro, nei giorni scorsi il meloniano Potito Perruggini ha presentato diffida per la violazione della legge sulla propaganda referendaria, per via delle mancate affissioni nei tempi prescritti dalla normativa in materia. La risposta fornitagli dal dirigente Delle Noci è stata, lo scorso 3 marzo, che “non è stato ancora possibile il completamento dell’allestimento spazi per la propaganda elettorale a causa delle problematiche insorte nella fase di affidamento del servizio, che hanno condotto all’annullamento della procedura” e che “è in corso di esperimento una nuova procedura che consentirà l’affidamento ad horas”. 

Dopo l’articolo di ieri de l’Attacco, Perruggini ha dunque compreso che il ritardo dell’ente nel rispettare la normativa è dipeso dal caso causato dalle imprese degli Aprile. “Un doppio scandalo amministrativo”, per Perruggini, che commenta: “I siti individuati ad oggi risultano assenti o non operativi, paralizzando la campagna referendaria dei comitati legittimati. Sembra che non si tratti di difficoltà tecniche, ma di beghe interne sulle assegnazioni sotto soglia, intrecciate a familiari di amministratori – come emerso dalla stampa locale con il caso Aprile – che bloccano persino adempimenti elementari. Mi auguro che non sia vero che dipenda dalle beghe interne sulle assegnazioni sotto soglia tra familiari di amministratori”. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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