Arte e diritti in dialogo: a Palazzo Dogana di Foggia prende il via la rassegna “MA/DONNE 2026”

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“Chiediamoci come mai ci sono tante Madonne, mentre di Cristo ce n’è solo uno”: con questo interrogativo chiosa il suo intervento a l’Attacco Assunta di Matteo, Consigliera di parità della Provincia di Foggia, al termine della rassegna “MA/DONNE 2026 - Mobilitazione Arte Contemporanea” coorganizzata dal Comune di Foggia e dall’associazione CREO Gallery per sollecitare una riflessione sui temi dei diritti e della libertà. La Consigliera, che svolge anche le professioni di psicologa e pedagogista, definisce il suo incarico “una vera e propria missione, non un lavoro” e invita a “scuotere le coscienze collettive, troppo spesso dormienti”. “Le donne - dice - devono poter tirare fuori la loro forza quando subiscono discriminazioni e sopraffazioni, anche avvalendosi di forme artistiche quali la danza e il teatro”. “Ma qualunque sia il mezzo utilizzato - aggiunge di Matteo - una cosa è certa: questo evento ci insegna che gli stereotipi devono essere abbattuti. Donne e uomini hanno tanto da comunicare e insieme possiamo fare moltissime cose belle”. L’incontro tenutosi mercoledì 11 marzo alla sede della Provincia ha visto alternarsi gli interventi dei relatori e la performance di ballo di due giovani interpreti dell’associazione, Francesca e Samuele, che hanno emozionato il pubblico con la loro coreografia. Proprio Francesca, al termine dell’esibizione ha preso parola per ribadire l’importanza delle arti come strumento di emancipazione: “Molto spesso noi donne non riusciamo ad esprimere il nostro mondo interiore con le parole. Percorsi come questo sono quindi importantissimi per trasmettere ciò che stiamo vivendo. È stato bello da parte mia poter dar voce a chi sta attraversando queste dinamiche”. L’appuntamento - finanziato dall’Ufficio del Consiglio di Parità provinciale, dalla Fondazione Monti Uniti e con il patrocinio di Provincia di Foggia, Comune di Foggia e del progetto “100 giorni per la legalità e la lotta alle mafie - è stato pensato non solo per stimolare una riflessione critica sulle diverse forme di manipolazione (affettiva, sociale, politica), ma anche a presentare il percorso artistico, che prevede mostre ed esposizioni articolate su tre sedi: il Palazzetto dell’Arte “Andrea Pazienza”, dall’11 al 21 marzo; la Galleria d’Arte Creo, dal 18 marzo; e il Museo Civico di Foggia, dal 25 al 31 marzo.

Sul legame tra cultura ed emancipazione si è soffermato il coreografo, Silvano Valente, che all’Attacco ha evidenziato che: “qualsiasi forma artistica è fondamentale per veicolare modelli positivi di comportamento. Noi, attraverso il balletto, abbiamo cercato di far capire che le donne devono essere e sentirsi liberi. Studiare ed essere indipendenti nel lavoro sono essenziali in questo”.

Una visione condivisa anche da Antonio Fortarezza, capofila del coordinamento del progetto, che ai microfoni dell’Attacco sottolinea come “l’arte non è un atto meramente estetico, ma anche e soprattutto politico”.

Per lui, di origine foggiana, la città tutte le carte in regola per diventare un punto di riferimento nel panorama culturale. “Io vorrei ampliare le pratiche discorsive non soltanto alle arti visive, come la fotografia, ma anche alla poesia e ad altre forme di letteratura, come abbiamo fatto in altri luoghi - spiega - Foggia ha dimostrato di essere un peso massimo sotto il profilo delle proposte culturali e artistiche, dunque la ritengo più che all’altezza di essere tra le protagoniste di questo cammino”.

L’iniziativa, giunta alla quarta edizione, ha visto il coinvolgimento anche di realtà internazionali come Valencia e Istanbul, l’impegno di 21 persone nelle attività di cura e organizzazione e l’adesione di circa 80 artisti sul territorio nazionale, di cui ben 27 foggiani.

Importante anche il tema della manipolazione, scelto dal coordinamento nazionale e molto sentito dallo spazio culturale CREO, come confermato dal suo direttore artistico, Angelo Pantaleo.

Sentito dall’Attacco, Pantaleo contestualizza il fenomeno nello scenario contemporaneo, legandolo alle tematiche sociali e alle dinamiche congiunturali: “L’arte è libera, - ci tiene a ribadire - è sincera e non può essere strumentalizzata. Perciò attraverso di essa facciamo tutto ciò che è in nostro potere. Non restiamo indifferenti e vogliamo che l’articolo 11 della Costituzione diventi la nostra bandiera”.

Non è mancata, infine, una riflessione della Consigliera di Matteo sulla possibile soppressione dei presídi territoriali in favore di un accentramento delle funzioni a livello nazionale, paventata nella recente bozza del decreto legislativo per il recepimento delle Direttive europee in materia di parità.

“Essere radicati sul territorio porta ad avvicinare molte più persone. - ha ribadito - È già difficile in questo modo, perché c’è paura di essere giudicati o di perdere il proprio posto di lavoro. Ritengo quindi, a ragion veduta, che l’allontanamento di questa figura istituzionale con cui interfacciarsi direttamente possa inibire ancor di più chiunque voglia denunciare. Nel mio ufficio qualsiasi forma di disparità non è consentita”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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