Un confronto su ambiente, disuguaglianze sociali e responsabilità delle nuove generazioni. È questo il senso dell’incontro che si è svolto il 10 marzo al cinema Paris di Vico del Gargano, che si inserisce nel percorso dedicato alla conversione ecologica e alla giustizia sociale promosso dalle scuole del territorio. L’iniziativa ha coinvolto studenti e docenti degli istituti superiori del Gargano ed è stata organizzata con la partecipazione dell’arcivescovo della diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, mons. Franco Moscone, e del Commissariodel Parco nazionale del Gargano, l’avv. Raffaele di Mauro. Al centro del dibattito il tema della cosiddetta “ecologia integrale”, un approccio che lega la tutela dell’ambiente alle condizioni sociali e alle disuguaglianze economiche.
A spiegare il significato della giornata è la dirigente scolastica Maria Carmela Taronna, alla guida dell’Istituto superiore di Vico del Gargano e reggente dell’omnicomprensivo di Ischitella: “Quest’anno abbiamo voluto organizzare momenti di confronto culturale su argomenti importanti - racconta a l’Attacco - coinvolgendo anche le scuole del circondario. Dopo la giornata dedicata alla Carta dei diritti umani dell’ONU, abbiamo pensato a un incontro che affrontasse le questioni ambientali insieme ai problemi sociali”.
L’iniziativa si ispira alla riflessione avviata dall’enciclica Laudatosi’ di Papa Francesco: “Il Papa parla di conversione ecologica - spiega Taronna - non di semplice transizione. Significa cambiare atteggiamento verso la terra e verso il creato. La tutela dell’ambiente non è separata dalla giustizia sociale: le due cose sono strettamente legate”.
Secondo la dirigente non è possibile parlare di sostenibilità senza affrontare anche il tema delle disuguaglianze: “Lo sfruttamento delle risorse e la corsa agli armamenti producono squilibri sempre più profondi. Se le risorse investite nelle guerre fossero destinate alla salvaguardia del territorio, probabilmente avremmo una società più equilibrata”.
Il ragionamento si estende anche al contesto locale: “Viviamo in un territorio di straordinaria bellezza paesaggistica - osserva - ma spesso non ce ne prendiamo cura come dovremmo. Penso al turismo di massa o a fenomeni come l’abusivismo edilizio: sono segnali di uno sfruttamento che rischia di compromettere il patrimonio naturale”.
“I ragazzi vanno accompagnati nella comprensione dei temi che affrontiamo - sottolinea la dirigente - perché senza una preparazione rischiano di sentirsi spaesati davanti a questioni così complesse”. Per questo la scuola ha avviato anche un percorso culturale che attraversa letteratura, cinema e riflessioni scientifiche: “Abbiamo cercato di collegare queste tematiche anche alla narrativa - aggiunge - da autori come Italo Calvino e Mario Rigoni Stern fino alla cosiddetta climate fiction. Sono strumenti utili per far capire ai ragazzi cosa significa parlare di ambiente e responsabilità collettiva”.
Ma il discorso, secondo Taronna, non può limitarsi alla dimensione ambientale: “La scuola deve aiutare gli studenti a comprendere anche i fenomeni sociali che li circondano. Oggi molti giovani appaiono distanti dalle questioni della polis, mentre è fondamentale che sviluppino una maggiore consapevolezza”. L’idea, spiega Taronna, è quella di continuare a promuovere momenti di approfondimento su temi civili e sociali: “Fare cultura - conclude - significa anche aiutare i giovani a sviluppare sensibilità verso ciò che accade intorno a loro. Solo così possono diventare cittadini consapevoli”.
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