Non più interventi per eliminare ostacoli, ma un modo diverso di progettare la città. È la ratio del Piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche presentato mercoledì 25 marzo a Vico del Gargano, che prova a superare l’idea tradizionale di accessibilità per puntare su un modello più ampio.
A spiegarlo è l’architetto Donato Gelsi, che ha curato la redazione del piano: “Non ci occupiamo più solo di eliminare barriere, ma immaginiamo spazi pubblici senza barriere fin dall’inizio. È questo il senso di una città universale” - ha dichiarato a l’Attacco. Un cambio di prospettiva che riguarda tutti, non soltanto chi vive condizioni di fragilità: “Parliamo di cittadini, senza distinzione. L’obiettivo è permettere a tutti di vivere gli spazi pubblici in maniera equa”.
Il piano, quindi, non si limita agli adeguamenti tecnici, ma introduce un’idea diversa di città, più inclusiva e accessibile nella sua progettazione complessiva. Un approccio che si intreccia anche con le caratteristiche del territorio:
“Il nostro è un paese collinare - sottolinea l’assessora all’Urbanistica Raffaella Savastano - e dobbiamo tenere conto delle esigenze di tutti, dai residenti ai turisti”. L’accessibilità diventa così anche una questione di sicurezza, fruibilità e viabilità. “Dobbiamo preparare un contesto più semplice da vivere - aggiunge - cercando di ridurre, dove possibile, l’uso dell’auto e favorire gli spostamenti a piedi”.
Un tema che si lega inevitabilmente alla vocazione turistica di Vico del Gargano, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza. Ma, secondo il Sindaco Lello Sciscio, la sfida riguarda prima di tutto la comunità locale. “È un problema più per noi che per chi arriva da fuori - spiega - perché i visitatori sono spesso già abituati a centri storici con limitazioni al traffico”.
Da qui la necessità di un cambio culturale: “Dobbiamo essere noi i primi a capire che in alcune zone l’uso dei veicoli va ridotto il più possibile”.
Il piano si inserisce in questo equilibrio tra esigenze diverse: migliorare l’accessibilità senza snaturare il contesto urbano, tenendo insieme qualità della vita e attrattività turistica.
Una sfida complessa, che passa non solo dagli interventi ad ampio spettro, ma anche dalle quotidiane. Perché una città più accessibile, nelle intenzioni, non è solo quella senza barriere, ma quella che cambia il modo in cui viene vissuta.
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