Abdoulaye Fofana, a Rocchetta Sant’Antonio scene di ordinario razzismo

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Un inferno. Una gara intera ‘costretto’ a sopportare epiteti di ogni genere, come “negro di m... a”, e ancora “scimmia, gorilla torna nella foresta”.

E’ accaduto domenica scorsa a Rocchetta Sant’Antonio nel corso della gara di Prima Categoria Campana Heraclea-Altavilla.
Insulti a sfondo razziale rivolti all’indirizzo di Abdoulaye Fofana, attaccante di 21 anni della Guinea che oggi vive a Calitri, piccolo paesino dell’avellinese in cui di giorno lavora in un’impresa edile e di sera studia all’Istituto tecnico agrario.

Da ormai due anni Fofana gioca nell’Heraclea, il club del presidente Gaetano Danza che, dopo l’approdo in Prima Categoria, ha riunito sotto un’unica bandiera i tre paesi dei Monti Dauni Rocchetta Sant’Antonio, Candela e Sant’Agata di Puglia. Abdoulaye è un ragazzo mite e dallo sguardo dolce che sa farsi volere bene da tutti. Il suo caso ha scosso la comunità rocchettana, anche se perchè già nella gara d’andata si erano registrati episodi di intolleranza: fischi costanti dagli spalti e insulti dei giocatori avversari in campo nei suoi riguardi. Fofana domenica scorsa di fronte all’ennesimo affronto è sbottato: l’attaccante ha infatti perso la pazienza e ha risposto alle provocazioni inveendo a sua volta: “In campo è scoppiata una mezza rissa e il capitano dell’Altavilla ha cominciato ad insultarmi - ricorda ancora frastornato l’interessato -. Mi sono sentito offeso, non ce l’ho fatta più e sono uscito dal campo in lacrime”.

E’ stato a quel punto che il direttore di gara, per scongiurare il peggio, ha chiuso anzitempo la partita sul risultato di 3-2 per i padroni di casa.
Agli insulti in campo Fofana è ormai abituato, ma a tutto c’è un limite, soprattutto quando le offese sono reiterate e arrivano per di più dal capitano che dovrebbe viceversa essere da esempio.

Il giorno dopo la partita d’andata fu lo stesso presidente a scrivergli e a chiedergli scusa a nome di tutta la società e dei tifosi. Ma evidentemente non è servito a nulla, considerando che la becera scena si è puntualmente ripetuta domenica scorsa: “Siamo sconcertati - sottolinea il presidente dell’Heraclea Danza -. È davvero triste salire alla ribalta nazionale per fatti che non hanno nulla a che vedere con lo sport che più amiamo”.

L’episodio ha infatti fatto il giro dello Stivale: dalla Rai a Mediaset, passando attraverso tante altre testate giornalistiche che hanno denunciato l’accaduto: “Viste le conseguenze, credo che i signori di Altavilla abbiano fatto davvero una figuraccia - prosegue il presidente dell’Heraclea -. Il ragazzo ha avuto innumerevoli attestazioni di solidarietà, a cominciare dai sindaci e dai presidenti delle due Federazioni campana e pugliese”. Il sindaco di Rocchetta Pompeo Circiello non riesce a capacitarsi di quanto accaduto, e in questi giorni ha ricevuto in Comune Fofana e una delegazione di squadra e società: “È sconcertante che nel 2022 siamo ancora costretti a registrare episodi di razzismo come questo - ha commentato sulla sua pagina Facebook -. L’unica sua colpa è quella di avere un colore della pelle diverso dal nostro”.

Fofana non si scoraggia, e nonostante tutto prova a guardare avanti, anche se nella sua mente inizia a farsi strada l’idea di lasciare il calcio: “Episodi del genere ti tolgono il piacere di giocare”, ammette. Il presidente Danza, ovviamente, spera che il ragazzo ci ripensi: “Ora è scosso, con il tempo magari potrà rifletterci su. Noi da parte nostra faremo il possibile perchè receda dal suo convincimento e resti con noi. Auspico che ritorni presto in campo e dimentichi in fretta questa brutta parentesi”.

All’Heraclea stanno pensando anche di donare la fascia di capitano al loro compagno: “Lo sport deve unire e mai dividere - ripete convinto Abdoulaye -. In campo devono vincere il rispetto e il fair play”.
Ma intanto la domenica di ordinario razzismo resta.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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