Il Re ora è nudo. Spalle al muro. L’ultimo in ordine di tempo ad aver avuto contro l’intero Zaccheria fu Gigi Molino.
Era il 26 ottobre del 2003 e il Drago tornò nei panni di ex con la maglia del Benevento. Che per uno strano scherzo del destino è giallorossa come quella che adesso indossa Pietro Iemmello, che a gennaio è tornato nella sua Catanzaro per un atto di fede. E per ritrovare il gol perduto. Niente sconti per Re Pietro, per l’attaccante più prolifico della recente storia del Foggia (47 gol in 93 presenze) lunedì sera ci saranno solo e soltanto fischi. Il popolo rossonero non ha dimenticato quello che fu l’amaro epilogo della sua avventura in Puglia con la retrocessione in C.
E' un film dal finale già scritto, l’accoglienza non potrà che essere raggelante.
Iemmello nel frattempo è tornato a casa. Lì dove spera di spezzare un maleficio che ormai lo perseguita da qualche stagione, e che gli impedisce di esprimersi ai suoi livelli. Nelle prime apparizioni con la sua nuova maglia però non è riuscito a lasciare il segno come avrebbe voluto. O meglio, lo ha fatto solo alla prima da titolare contro il Messina, solo due settimane fa, quando ha timbrato il cartellino con la prima rete in maglia giallorossa. Adesso chissà cosa darebbe Iemmello per ripetersi a Foggia, nella piazza che lo ha ripudiato dopo avergli donato il cuore. Allo Zaccheria lunedì sera ci sarà dal 1’, figurarsi se il tecnico Vivarini non gli concederà la chance di lasciare il segno in quello che è stato per tre stagioni il suo stadio. Nulla sarà però più come prima, anche se in Calabria ci sperano, il bambino che girava per Catanzaro è diventato grande. Nella vita e nel calcio.
Si è fatto strada a suon di gol. E adesso per scelta è ripartito da dove tutto è cominciato. Lo ha definito un gesto d’amore il suo, Iemmello. Un ritorno al futuro. La sua storia parte da Catanzaro: da una parte il piccolo Pietro, e dall’altro il pallone. E’ stato amore a prima vista. E’ sui campi della città che gli ha dato i natali che ha mosso i primi passi nel calcio. Ed è lì che ha segnato anche i suoi primi gol. Poi a 14 anni il distacco. Improvviso, ma inevitabile per uno come lui che aveva stoffa da vendere e che prima o poi era destinato a cambiare aria. La destinazione sarà Firenze. Nelle giovanili della viola cresce, segna.
E vince: un campionato Allievi Nazionali e una Coppa Italia Primavera. Quindi arriva il momento del salto tra i grandi nelle file della Pro Vercelli, dove metterà assieme 60 presenze e 13 gol tra C e B. E’ a quel punto che lo Spezia gli mette gli occhi addosso, lo acquista e lo gira in prestito prima a Novara e poi ancora alla Pro Vercelli. Ma è in Puglia che per Iemmello arriverà la vera consacrazione. A Foggia non ci metterà molto ad entrare nel cuore dei suoi nuovi tifosi. Un matrimonio perfetto. Come quello con il suo nuovo allenatore Roberto De Zerbi. I due si intendono a meraviglia. In campo e fuori. Quell’anno l’attaccante calabrese si scopre una straordinaria macchina da gol: 16 gol in 35 presenze in Serie C. In estate, però, deve fare i bagagli e tornarsene allo Spezia, che vorrebbe girarlo in prestito al Lanciano.
Ma Re Pietro si impunta e fa di tutto per rientrare a Foggia. Un gesto che i tifosi rossoneri non dimenticheranno. Torna e segna 24 gol in 32 partite, laureandosi anche capocannoniere. Vince pure la Coppa Italia Lega Pro e regala al Foggia i play-off. Una stagione che sarebbe quasi perfetta se non si concludesse nel peggiore dei modi. La sconfitta in finale contro il Pisa gli vede infatti sfumare la B sotto gli occhi. La favola è senza lieto fine. L’addio a Foggia è inevitabile, anche se per lui segna un nuovo inizio: fa il suo esordio in A con la maglia del Sassuolo. Una stagione di luci e ombre. Il debutto arriverà a Torino contro la Juventus, il primo gol nel massimo campionato lo segnerà, ironia della sorte, ad una squadra calabrese, il Crotone. Da li in poi sette mesi di astinenza. Poi il 14 maggio 2017 Luci a San Siro, con una doppietta illumina la Scala del calcio contro l’Inter, la squadra di cui è tifoso sin da bambino, regalando ai suoi la vittoria.
E non contento si ripeterà anche contro il Cagliari. La stagione successiva resta in A, direzione Benevento. I colori giallorossi ricordano quelli di casa sua, il Catanzaro, e oltretutto in Campania ritrova pure De Zerbi. A differenza di Foggia però andrà male, solo 2 gol all’attivo che non riescono ad evitare la retrocessione in B. Iemmello, allora, da poco diventato papà, decide di tornare nella sua Foggia per ritrovare la serenità perduta. L’ennesima scelta di cuore. Che non sarà ripagata dai risultati sul campo. Lo Iemmello-bis sarà infatti deludente: solo 7 gol, e sul groppone pure la retrocessione in Serie C. Divorzio inevitabile, gli ultimi mesi a Foggia sono un inferno, finirà sul banco dei principali imputati ed una notte gli appiccheranno fuoco anche all’auto sotto casa. Prova allora a ripartire da Perugia . In Umbria ritrova fiducia che verrà tradotta in 19 gol: 9 su 9 dal dischetto, implacabile. A fine stagione si porta a casa il titolo di capocannoniere in Serie B, seppur macchiata dalla retrocessione del Perugia.
Per Iemmello è la terza consecutiva. Decide così di cambiare ancora aria. Questa volta il più lontano possibile. La destinazione è Gran Canaria. Al Las Palmas resta solo 6 mesi. Il ritorno in Italia avviene grazie al Frosinone che lo acquista a titolo definitivo. Due parentesi, quella spagnola e quella in Ciociaria, ampiamente al di sotto degli standard di Iemmello. Che a gennaio decide che è arrivato il momento di tornare alle origini. Per realizzare un sogno, regalare a Catanzaro una favola.
Lunedì sera il Foggia. Saranno brividi. Sicuro.
Ma soprattutto fischi. Purtroppo...
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