Una è di troppo. Fra Foggia e Avellino. La notte del Partenio-Lombardi deve stabilire chi fra rossoneri e biancoverdi
può proseguire la sua corsa nei play-off, è gara da dentro o fuori: tutto o niente in 90’ per Zdenek Zeman che potrebbe essere al capolinea della sua ennesima avventura in Puglia, e l’allievo Carmine Gautieri che si gioca molta della sua credibilità in una sfida ad alta tensione nella quale chi ha tutto da rimetterci è proprio la sua squadra.
C’è il sold-out per il match che vale l’accesso alle fasi nazionali degli spareggi-promozione, sono in 7mila e passa sugli spalti, e di questi 500 sono arrivati direttamente da Foggia.
Zeman sa che tipo di gara attende i suoi ragazzi, ha fiutato per tempo l’aria che tirerà dalle parti del Partenio, sa che bisogna tirare fuori gli artigli ed evitare il fioretto, e così rispetto all’undici che ha liquidato la Turris non senza sofferenza decide di apportare qualche variante che gli garantisca maggiore dinamicità e più copertura, perché è vero che solo la vittoria garantirebbe il passaggio del turno, ma occorre avere equilibrio ed essere disciplinati sul piano tattico se si vuole portare in porto una partita complicata il cui esito resta che resta comunque incerto. Così è dalla cintola in su che ridisegna il suo Foggia, in mezzo al campo ne cambia due (Rocca e Di Paolantonio) per garantirsi ai lati del play Petermann le scorribande di Gallo (che rientra dopo la squalifica) e le prepotenti incursioni di Garofalo, che ha mostrato proprio domenica scorsa di essere capace di spaccare in due la partita.
Novità anche in prima linea dove il sacrificato è Ferrante, al quale viene preferito il peperino Di Grazia, che con le sue accelerazioni può mettere a soqquadro la difesa schierata degli irpini.
E’ un Avellino profondamente rinnovato anche quello che si presenta in campo rispetto al recente match dello Zaccheria e che Gautieri rivisita per quattro undicesimi: Di Gaudio, Kanoute, Mastalli e Silvestri partono dalla panchina, non c’è Aloi che è squalificato, e dentro vanno Scognamiglio, De Francesco e Kragl. Ma soprattutto si registra il rientro di Maniero che va a far coppia con Murano in prima linea. Gli errori sono quelli che possono orientare il match aveva sussurrato Zeman in mattinata, ed infatti dopo 4’ sono i padroni di casa a costruire la prima palla-gol con Murano che approfitta di una svista difensiva per sfilare indisturbato verso Dalmasso che però gli chiude lo specchio in uscita.
Le prime battute lasciano intravedere il predominio della squadra di casa che vuole provare a sorprendere il Foggia e mettere in discesa il match, ma all’11’ ecco il primo squillo degli ospiti che con Merola dal limite si presentano con un tiro a giro che fa la barba alla traversa. Al minuto 16 altra fiammata dell’Avellino con Murano che si beve Di Pasquale e dal vertice sinistro chiama Dalmasso alla deviazione in angolo. Sugli sviluppi del quale i biancoverdi trovano il vantaggio: a svettare è Bove che da pochi passi non può sbagliare. Si fa male Di Grazia (spalla lussata) al 22’, e allora ecco Ferrante che si riprende la scena e si carica il peso dell’attacco sulle spalle. Il Foggia esce dal guscio ed al 29’ va vicino al pari con una rasoiata di Garattoni che chiama Forte alla respinta in tuffo.
Più Foggia che Avellino, il vantaggio consiglia agli irpini di non scoprirsi, tocca all’undici di Zeman fare la partita ma al riposo si va sull’1-0, e in avvio di ripresa sono ancora i biancoverdi con Murano (49’) a divorarsi il raddoppio con un clamoroso palo che avrebbe meritato migliore fortuna. Sembra che l’Avellino possa gestire il risultato, ed invece arriva il pari, Rizzo scodella a centro area e Merola è il più lesto a spedire in fondo al sacco. Punto e a capo, si ricomincia. Zeman sente che servono forze fresche e ricorre alla panchina: entrano Rocca, Di Paolantonio e Nicolao per tentare l’assalto alla porta avversaria, poi dentro anche Turchetta per Merola e al 74’ Nicolao trova il pertugio per completare la rimonta, con il Partenio che ammutolisce. L’Avellino è alle corde e il Foggia sfiora il tris con Ferrante (78’), l’assalto finale dei lupi è innocuo, passa il Foggia che compie l’impresa e si regala la fase nazionale.
Tutto vero.
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