Lo Zaccheria sta per trasferirsi a Chiavari. Domani sera al Foggia non parrà vero di giocare in casa i 90’ che possono valere il passaggio al secondo turno dei play-off nazionali:
la formazione di Zeman ha ormai rotto gli argini della prudenza e della scaramanzia che spesso fra i tifosi regnano sovrane, non ci sono barriere, restrizioni o tessere del tifoso che tengano e che possano frenare l'onda dell’incrollabile fede del popolo rossonero che fra poco più di 24 ore si prepara ad invadere la florida Chiavari: la piccola Lugano che è fra le piu ricche città d’Italia e nella quale proliferano soprattutto gli sportelli bancari.
C’è voglia di ritorno alla normalità dopo un lungo periodo in cui la pandemia ha paralizzato gli spostamenti e ridotto ai minimi termini la partecipazione agli eventi sportivi. E soprattutto alle partite di calcio. La riapertura degli stadi con la capienza finalmente ritrovata al 100% è probabilmente la molla che sottintende all’esodo senza precedenti in questa stagione dei supporters rossoneri, contagiati dalle magie della loro squadra, che finalmente brilla di luce propria. E rianimati da quel santone del boemo con il quale ogni impresa è sempre possibile.
Domenica scorsa allo Zaccheria erano in tutto sei quelli della Virtus Entella che hanno percorso gli 800 chilometri e passa che dividono i due centri per essere al fianco della loro squadra del cuore. Domani in Liguria ce ne saranno (quasi) 2mila a spingere il Foggia verso un nuovo traguardo.
Basterà tanto calore e passione per allungare il sogno? Saperlo, anche se è chiaro che la spinta dei duemila potrebbe fare la differenza. Poi come sempre sarà il campo il giudice supremo di una contesa che si giocherà sul filo dell’equilibrio. Ma quest’onda in movimento che non conosce confini geografici e che nei momenti che contano non viene mai meno è un patrimonio che per niente al mondo può essere disperso.
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