Il Diavolo non è nero come lo si vuol dipingere

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Chissà, il Diavolo non è forse poi così nero come lo si vuol dipingere...

Mentre sembrano addensarsi nubi sempre più minacciose sul futuro del Foggia, alle prese con gli umori ed i capricci di una proprietà ondivaga che non lascia dormire sonni tranquilli pronta com’è a cancellare con un colpo di spugna quanto di costruttivo la premiata ditta Pavone-Zeman è stata capace di costruire nel breve volgere di una sola stagione, qualcosa che apre il cuore alla speranza si staglia all’orizzonte.

Improvvisamente i tempi grami in cui nessuno pareva disposto ad investire un cent nel pallone da queste parti sembrano finalmente lontani, si respira un rinnovato fervore che ha ridestato sopiti entusiasmi dapprima in una tifoseria che nelle due ultime stagioni ha provato a riscaldarsi per il ritorno in Lega Pro e poi per una qualificazione ai play-off che pareva lontana anni luce.
E che dopo il piccolo capolavoro della coppia P&Z ha rialzato la testa ed è tornata a coltivare sogni di grandeur.

Che ci siano rinnovati interessi attorno al Foggia oltre che da alcuni timidi approcci che non è ancora ben chiaro se alla fine decollino o meno, è confermato anche dall’atteggiamento attendista di patron Nicola Canonico, che dopo ver preannunciato il repulisti dell’area tecnica pare ora essere sceso a più miti consigli. Solleticato anche da qualche segnale trasversale di possibili manifestazioni di interesse a rilevare il club che devono averlo sfiorato e che non lo hanno lasciato indifferente.
L’imprenditore barese, a certe condizioni, sarebbe anche disposto a trattare. Soprattutto in questo frangente in cui ha compreso che si potrebbe ritrovare a vendere qualcosa che ad oggi non ha ancora acquisito a titolo definitivo.

Il 51% della Corporate Investments Group ufficialmente risulta essere nelle sue mani. Fino a prova contraria: fino a quando, cioè, il Tribunale non si sarà pronunciato sul contenzioso in essere con il socio di minoranza Maria Assunta Pintus.
Che chissà quante volte avrà maledetto il giorno in cui si è fidata delle promesse di chi si è mostrato senza scrupoli e che ha provato a più riprese a sottrarle il club sotto il naso.
Pintus però adesso sembrerebbe tornare prepotentemente in ballo alla luce di quelle che saranno le decisioni che matureranno a partire dal 9 giugno prossimo in poi, l’imprenditrice sarda ha intuito per tempo di poter essere l’ago della bilancia in un frangente in cui servono certezze. E non più semplici promesse.
Chi volesse bussare alla porta del Foggia, dovrà interpellarla, perché senza un suo cenno di intesa tutto risulterà vano.

In cuor suo sa che l’estate scorsa si è affidata nelle mani sbagliate, e sa di aver sopravvalutato le capacità di un imprenditore che poi ha mostrato tutti i suoi limiti.
Lo ha fatto in buona fede, ed ora in qualche modo vorrebbe rimediare.
Garantendo possibilmente al Foggia un futuro meno incerto e più solido di quanto non lo sia al momento.
Si è rimessa in gioco Pintus, che pur rimanendo in tutti questi mesi dietro le quinte e lontana dalla luci della ribalta, ha cercato in tutti i modi di dipanare la matassa e di creare le premesse per la svolta.

Auspica che alla fine sul suo tavolo, e non solo su quello di Canonico, arrivi l’offerta giusta che possa prefigurare nuovi scenari: dietro l’angolo potrebbe spuntare l’imprenditoria locale che sarebbe tentata a scendere in campo per salvaguardare soprattutto il progetto tecnico legato al duo Pavone-Zeman.
Si tratterebbe di un tentativo nobile da parte di un ristretto gruppo di coraggiosi (alcuni dei quali già in passato hanno tenuto le redini del calcio locale ndr) che però non si sa fino a che punto possa garantire un programma ambizioso. Anche se, in ogni caso, rappresenterebbe più di una valida alternativa a Nicola Canonico che dice di voler restare ancora in sella.
Ma che ha forse compreso di aver fatto ormai il suo tempo da queste parti.

Sottotraccia e lontano dalle luci dei riflettori, si starebbe però muovendo anche altro: rumors incontrollati parlano sempre più insistentemente di interessamenti concreti extraregionali che guardano sempre più con attenzione al Foggia ed il suo bacino di utenza. Che calcisticamente ha pochi eguali.
Sarebbero in corso valutazioni avanzate per allestire un percorso che non sia estemporaneo, ma che guardi a media e lunga gittata. E che farebbe leva su risorse di tutto rispetto.
Già, proprio quello che servirebbe dopo che il braccio e la mente di Zemanlandia nell’ultima stagione hanno indicato una strada che è sempre attuale e che può essere percorsa.
Basta crederci.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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