Ora serve un Foggia... anema e core. Che sappia rimboccarsi le maniche e che le provi tutte per tirarsi fuori dai guai. Stop, dunque, alla tattica e alle disquisizioni legate a come la squadra deve stare in campo, a questo punto servono davvero a poco. Il sipario sul campionato di serie C sta per calare definitivamente, e a 180’ dai primi verdetti serve incidere soprattutto nella testa. Ed è proprio questa la mission che di qui alla fine si sono posti Michele Pazienza ed il suo staff, che dai 90’ col Siracusa hanno tratto indicazioni utili su cui fondare la strategia nelle due ultime fondamentali gare che devono garantire al Foggia, costi quel che costi, l’accesso ai playout. Piu che un tecnico ai rossoneri forse, in questo delicatissimo frangente, servirebbe uno psicoterapeuta, capace di risalire a quella che è la sindrome che affligge un gruppo senz’anima, che si accende e si spegne ad intermittenza. Come accaduto domenica scorsa allo Zaccheria.
Ordine tassativo in questi giorni stare insieme il più possibile e parlarsi: perché la comunicazione ed i colloqui individuali possono fare tanto, e soprattutto evitare lo stress da prestazione che gare come le due ultime possono provocare.
Ma al Foggia serve innanzitutto un approccio diverso: la squadra dimessa che per circa un’ora domenica scorsa si è consegnata all’avversario, deve adesso lasciare il posto a quella che, dopo il pari, per circa 15’ ha ingranato le marce alte e ha messo in apprensione il Siracusa, costruendo altre due limpide palle-gol che, avessero avuto miglior fortuna, avrebbero potuto completare la rimonta.
Da superare solo una questione di natura mentale, allora? Non solo, perché poi Brosco e soci finora a più riprese hanno mostrato di difettare anche in personalità. E sotto questo aspetto la panchina non può rimediare affidandosi agli uomini che in campo sono in grado di far valere la loro esperienza. Oppure, a gara in corsa, incidendo con cambi efficaci che possono cambiare l’inerzia del match. E sotto questo aspetto oggettivamente Pazienza domenica scorsa è sembrato non avere le idee molto chiare, perché nel momento in cui i rossoneri parevano avere la gara in pugno, con gli avvicendamenti effettuati invece ha dato un segnale alla squadra che andava nella direzione e della conservazione del risultato. Un errore di valutazione assolutamente da evitare contro Monopoli e Salernitana, gare nelle quali saranno verosimilmente le motivazioni i a fare la differenza e ad indirizzare il risultato finale. Ne avrà più il Monopoli che mira ancora a piazzarsi settimo e a garantirsi la gara secca playoff al Veneziani, oppure il Foggia che nella peggiore delle ipotesi deve mantenere invariato il distacco di 8 lunghezze dalla quartultima, indipendentemente da chi essa sia?
E’ ormai da martedì scorso e dalla ripresa degli allenamenti che il refrain è sempre lo stesso in casa rossonera: con la forza della disperazione bisogna dare fondo ad tutte le risorse nervose disponibili per conseguire un risultato positivo che alimenti la speranza nei successivi 90’ di garantirsi il doppio playout.
“La squadra non ha mostrato quella reazione nervosa necessaria nei momenti difficili. Un aspetto che, a suo avviso, avrebbe dovuto emergere soprattutto dopo l’arrivo della nuova proprietà - ha messo il dito nella piaga Roberto Felleca domenica scorsa, ospite in tribuna a seguire la gara col Siracusa - In situazioni del genere, anche i limiti tecnici passano in secondo piano rispetto alla determinazione e alla voglia di lottare”.
L’ex patron rossonero ha sottolineato come, nei momenti più complicati, non bastino schemi e tattica: è fondamentale invece l’atteggiamento, la cattiveria agonistica e la capacità di trascinare il gruppo. Un riferimento chiaro a quella mentalità combattiva che, secondo Felleca, oggi difetterebbe alla squadra.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).