Si sente il grande escluso dalla lista dei Comuni della provincia di Foggia cui il Governo, via Pnrr e relativa Misura 5 “Inclusione e Coesione”, ha accordato finanziamenti per un totale di oltre 100milioni di euro per cancellare definitivamente la vergogna dei ghetti ed imprimere un nuovo corso di vita alle comunità straniere che vivono e lavorano nel Foggiano in condizioni attualmente al di sotto di qualsiasi standard di dignità.
E’ il Sindaco di Stornara, Rocco Calamita, che non riesce a capacitarsi del motivo per il quale sia stato ignorato il suo comune, presso cui insiste il campo rom negli ultimi tempi finito alla ribalta delle cronache nazionali a causa del tragico episodio che, a dicembre scorso, ha tolto la vita ai fratellini Birke e Christian, travolti nel sonno dalle fiamme accidentali sviluppatesi a partire da una bombola del gas.
Un testimone, all’epoca dell’incidente, dichiarò che aveva visto “giocare nell’immondizia” i due fratellini di appena 2 e 4 anni.
Fu subito convocato dal prefetto un tavolo urgente a tema Ordine e sicurezza cui partecipò anche il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano. In quell’occasione Emiliano dichiarò che la morte di Christian e Birke non sarebbe stata vana e che i ghetti dovevano essere smantellati per assicurare ai bambini che lì vivono i diritti che meritano. Stessa cosa il prefetto Carmine Esposito ai funerali dei fratellini bulgari tenutisi a gennaio.
Si è avviata, così, in questi mesi, proprio a partire da quel drammatico evento, l’azione istituzionale concertata a livello territoriale per effettuare una ricognizione sistemica di tutti gli insediamenti informali presenti in provincia di Foggia. E per riportarli, in prima battuta, allo stato della decenza attraverso censimenti, forniture di cisterne d’acqua, pulizia dei campi e campagne vaccinali. Tutte azioni effettivamente concretizzatesi a stretto giro.
In quelle settimane il Sindaco Calamita dichiarava ripetutamente alla stampa che urgeva un intervento governativo per risolvere una volta per tutte la questione in termini di costruzione di nuovi insediamenti dignitosi.
Lo stesso intervento governativo che ora Stornara si vede negato e che invece viene rivolto ad altre amministrazioni del Foggiano.
“Si è parlato per tre mesi, anche sulle tv nazionali, del casus del campo rom di Stornara, e poi il nostro comune viene escluso dai finanziamenti per la riqualificazione, in cui invece sono inseriti paesi dove il problema neppure esiste o è molto limitato rispetto alla situazione che insiste qui da noi. Il Comune di Stornara doveva essere la priorità in questa misura, e invece...”, dichiara contrariato Calamita.
Che non risparmia neppure una stoccata ad Emiliano, attribuendogli responsabilità politiche su questa clamorosa esclusione.
“Grazie al prefetto, che ha accolto la mia immediata sollecitazione, è stata inoltrata una richiesta di incontro urgente al governatore regionale. Che dovrebbe incontrarci già la settimana prossima per affrontare la questione”, anticipa il primo cittadino.
L’intervento del Pnrr procede nel solco del Piano nazionale triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato varato nel 2020, che punta a contrastare il lavoro sommerso. Non è chiaro se dunque il campo rom possa essere contemplato nella misura.
Come non è chiaro neppure a chi effettivamente si possa attestare la responsabilità di un’eventuale ingiusta esclusione del Comune di Stornara.
Ciò che si sa è che la mappatura preliminare degli insediamenti informali è stata stilata dal Ministero del Lavoro sulla scorta dei questionari compilati dalle amministrazioni sulle condizioni abitative dei migranti che lavorano nel settore agro-alimentare e della rilevazione nazionale effettuata dall’Anci.
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