Zapponeta. Il Comune famoso per la patata, per Nicola Di Bari e per la bandiera blu. Oggi anche per una strana idea di democrazia. Quella per cui il Primo Cittadino è davvero il padrone di Palazzo di Città. Al punto che alcuni cittadini lamentano di non poter accedere liberamente al Palazzo, che, come una Chiesa, dovrebbe essere sempre aperto e accogliente, mentre altri, amici degli amici, ne dispongono come di una loro proprietà, al punto da andare a fare festa.
La festa in questione è quella del Vigile Fabio La Macchia, amico intimo del Sindaco Vincenzo Riontino, che pochi giorni fa ha non solo discusso la sua tesi di laurea dalle stanze del Palazzo Comunale, ma anche allestito un bel rinfresco, con tanto di buffet, torta e foto ricordo, ovviamente social con amici e parenti. Tutto con la benedizione del Sindaco. Un boccone amaro per chi mendica da tempo una stanza per riunirsi. Altro che torta… Vedere quelle foto non è andata giù a chi da tempo sospettava di intrighi e comunelle a Palazzo.
La festa a dire la verità, non è la prima, perché a inaugurare la stagione delle corone d’alloro in Municipio è stato il giovane Sindaco, che, anche lui, in piena pandemia, ha discusso di lì la tesi. E poi, che vuoi, la famiglia, qualche parente, due o tre amici, uno stappo, un po’ di pizza, due rustici, e la torta non la vuoi fare? E che è festa è senza due fotografie? E così molta la polemica.
Mentre gli animi sono ancora inquieti, chiamiamo il primo cittadino.
Sindaco, una bella soddisfazione la bandiera blu.
Sì. Ti impegni e ci credi. E i risultati arrivano.
Un motivo in più per festeggiare, oltre la laura dell’amico vigile Fabio La Macchia.
Non è vero. Che sciocchezze.
Ma la festa c’è stata.
La festa c’è stata, ma che vuol dire. Se uno fa richiesta io concedo l’aula consiliare. Se ci sono state richieste che non sono state accolte, è un altro discorso.
Quindi Fabio Lamacchia ha fatto richiesta?
Certo.
L’opposizione però lamenta anche l’inaccessibilità di Palazzo di Città.
Non è vero neanche questo. Assolutamente non è vero. Se non ci sono stanze, dove possono stare? Anzi, il segretario li ha proprio accompagnati stanza per stanza per dimostrare che sono tutte occupate.
Dagli archivi? No, dagli uffici. Solo una è occupata dall’archivio.
Ma la laurea?
Ripeto.
C’è stata una richiesta ed è stata concessa, l’autorizzazione dal Camune è per qualunque cittadino, anzi, io addirittura faccio un post per ogni ragazzo che si laurea. Ho adottato questa novità e quindi la polemica sulla festa di laurea di Fabio La Macchia è sterile e fuori luogo a mio avviso. Io stesso sono stato il primo a fare la festa, ma ripeto. Se mi arrivasse una richiesta da altri per laurearsi nell’aula consiliare non esiterei a concederla. E’ un peccato che molti studenti debbano celebrare questo momento – che ormai si svolge telematicamente – nella loro cameretta. Credo sia un momento importante che vada celebrato in modo più solenne.
Sull’accesso limitato a Palazzo di Città?
Non esiste tutto questo. Da noi si entra in modo libero, io stesso vivo in mezzo alla strada, in piazza, davanti al bar. Il consiglio comunale è uno strumento che non sempre viene utilizzato al meglio dall’opposizione, che poi opposizione vera non ne fa. Nell’ultimo consiglio abbiamo portato il bilancio, ma non c’è stata alcuna obiezione.
Come mai?
Non c’è opposizione nel merito delle questioni. L’opposizione non studia non entra nelle questioni e oggi si appella alla festa di laura.
Ma a parte il sindaco e il suo amico vigile, nessuna altra laurea è stata festeggiata. Non lo ha chiesto nessuno. Non è che io ho detto no. A breve renderò nota anche una delibera già pronta per dare la possibilità di tenere le lauree in biblioteca comunale, una sorta di sezione per le lauree.
Ma la sua festa?
Io? Io non ho festeggiato. Ho tenuto la mia discussione di là, poi c’era la famiglia, qualche parente.
Avete mangiato però e bevuto qualcosa?
Era solo per brindare, non è che era un banchetto…
E le stanze per loro? Non ci sono… Dovrei togliere gli uffici e dare spazio a loro. Ma per cosa poi? Io sono uno a cui piace la politica, sono stato appassionato sin da bambino, ma non trovo appagante questa opposizione, perché non c’è dibattito, non c’è il piacere di ascoltare un comizio, di confrontarsi e dibattere. Ti fanno passare la voglia. Non studiano il punto all’ordine del giorno, intervengono su altro, portano solo disordine. Io ho trent’anni e molti dei consiglieri anzi quasi tutti, sono più giovani ancora. Siamo stati eletti con un consenso evidente. 200 contro 80 e abbiamo votato solo quattro mesi fa, non quattro anni fa.
Ma poi questa amicizia così stretta e chiacchierata fra il Vigile e il Sindaco?
Sul mio legame con il vigile? Siamo amici da tempo e in un Comune così piccolo come fa? Non dovrei essere amico di nessuno se volessi mantenere le distanze. La mia idea è invece quella di unire, di creare un clima favorevole e amichevole. Perché solo così si va avanti in modo costruttivo e si realizzano progettualità.
Non è d’accordo l’altra parte, che anche se in minoranza, continua a vedere nelle amicizie che gravitano intorno al Primo Cittadino, ai suoi amici e agli amici degli amici, un interesse non solo politico ma anche economico, con incarichi e concorsi cuciti come abiti, con carriere che prendono il volo all’improvviso, con ditte che lavorano e sono sempre e solo quelle. Certo, in Comuni piccoli e isolati, si conoscono tutti, e come dice il Sindaco, è difficile tenere la vita privata lontana da quella istutuzionale.
Segnaliamo l’utile circolare firmata il 4 novembre 1998 dall’allora Ministro dell’Interno Rosa Russo Jervolino sull’uso corretto e conveniente della fascia tricolore. Perchè si dice - anzi si vede dalle foto - che il sindaco va a inaugurare anche attività private con la fascia.
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