Una scissione che sa di terremoto in atto è quella che starebbe avvenendo all’interno di “Ultimi”, l’associazione per la legalità e contro le mafie fondata nel 2012 (a partire dall’esperienza di Scampia) dal parroco anti-camorra don Aniello Manganiello (che ne è segretario) in sinergia con l’ormai ex vicepresidente nazionale, il foggiano Pierpaolo Mascione. Il quale proprio tra le strade del quartiere napoletano ad alto rischio criminalità ha operato con la divisa delle forze dell’ordine per ben 12 anni. Ebbene, con un lungo post sul suo profilo Facebook, Mascione ha annunciato la sua fuoriuscita dall’associazione che fu concepita, come lui stesso scrive, tra le proprie mura domestiche.
Insieme all’ex vicepresidente si sarebbero dissociati da “Ultimi” anche alcuni dei 19 presìdi territoriali che l’associazione annovera in tutta Italia e che lo stesso Mascione, con il suo operato in prima linea, ha contribuito in modo determinante a creare. Nell’immediato orizzonte dei “separatisti” c’è un nuovo soggetto associativo, di cui è già pronto lo statuto.
‘Usi obbedir tacendo e tacendo morir’, una frase desueta ma tanto familiare alle mie orecchie, cresciute al suono di quel richiamo risorgimentale, tanto imperativo quanto vano soprattutto per un piccolo sovvertitore undercover come me – scrive Mascione nel suo post social in cui annuncia le ‘dimissioni’ da ‘Ultimi’. - La remissione silenziosa non rientrava di certo nel mio portfolio di virtù e solo in età adulta compresi come quelle indicazioni, impartite da un padre in divisa, erano, nel profondo, un inno alla libertà di scelta intesa come espressione massima della capacità di discernimento da ciò che si aspettano gli altri e ciò che realmente si è. Non sono, di certo, una persona incline al tacito compromesso, soprattutto se questo va a discapito di quei principi trasmessi da mio padre per ‘ius sanguinis’ tra cui ‘la dignità nella verità’ ed è proprio per onorare questo caposaldo familiare – sottolinea Mascione - che ritengo giusto dar voce alle mie recenti scelte. Dopo 10 anni in qualità di socio fondatore e vicepresidente dell’Associazione Ultimi ho ritenuto opportuno, per ragioni che preferisco mantenere personali, dissociarmi da una realtà la cui identità ha trovato luce proprio tra le stanze di casa mia. Guardo con assoluta positività a ciò che in questi anni è stato realizzato assieme ad Aniello, la cui stima nella sua opera resta immutata, nonostante tutto e nonostante ‘alcuni’. A lui – scrive l’ex vicepresidente di ‘Ultimi’ - auguro ogni bene e sono convinto che, con gaudio, benedirà il mio cammino verso una nuova realtà associativa che proprio in questi giorni albeggia assieme a nuove amicizie e vecchie certezze. Oggi parto da qui, dai miei amici che rispondono ai miei valori, a quel poco che sono. Ricominciamo da dove abbiamo interrotto, dagli emarginati, dai dimenticati, da quelli scansati da tutti. Dagli ‘Invisibili’. Ricominciamo – conclude Mascione - soprattutto dai bambini invisibili ospiti delle comunità ‘Fondazione Albero della Vita –Onlus’ di Milano che grazie alla donazione trading system, agli indomiti Tiziana e Walter, hanno potuto vivere un momento di spensieratezza in quell’infanzia violata, raggirata da carovanieri menzogneri. Parto da loro, dai bambini, ad ogni costo perché in loro trovo Dio. I loro sorrisi, i loro occhi segnano la nostra rinascita. ‘Invisibili’ è nata”.
A supportare la scelta dissociativa di Mascione e a seguire le sue imminenti nuove gesta ci sarebbero, come detto, anche i presìdi territoriali di Foggia, del Gargano, dei Monti Dauni, di Caserta, un altro presidio campano, e persino il presidio di Milano, a formare un cospicuo numero di fuoriusciti da “Ultimi” nonché costituendi di “Invisibili”.
l’Attacco ha contattato l’ormai ex vicepresidente dell’associazione fondata don Aniello Manganiello per provare a delineare meglio i contorni della sua decisione. Ma Mascione, come d’altronde scritto nel suo post, non ha voluto entrare nel merito, limitandosi ad asserire sibillinamente: “Se una determinata situazione non mi trova più concorde vado via e basta, senza eccessivi clamori o azioni di traverso”.
Però, stando a beninformati molto vicini a “Ultimi” e altrettanto ascoltati da l’Attacco, la motivazione della separazione effettuata da Mascione e dai suoi proseliti risiederebbe in un eccessivo accentramento a carattere familistico dei poteri gestionali dell’associazione, poiché le cariche principali di “Ultimi”, e cioè presidente e tesoriere, albergano ormai da qualche anno in uno stesso domicilio napoletano, ovvero quello di Andrea Manzi (giornalista di lungo corso, già redattore capo del Mattino di Napoli) e della sua compagna Silvia Siniscalchi. Una dinamica tutta campana che risulterebbe sgradita a molti associati, i quali ritengono sarebbe stato utile e giusto, invece, delocalizzare e spalmare su più territori le cariche direttive nazionali di un’associazione così tanto diffusa in Italia.
E, probabilmente, il senso di “Invisibili” - che si occuperà di emarginazione e fragilità sociale proprio come fa “Ultimi” – sarà quello di invertire la rotta rispetto alla scarsa “democrazia amministrativa” ravvisata in “Ultimi”. Ecco quale potrebbe essere, allora, la chiave interpretativa dell’epigrafe che Mascione ha pubblicato qualche settimana in funzione di foto copertina del suo profilo fb, la quale, recitando quanto segue, potrebbe far riferimento proprio alla rotta di collisione in atto: “Finché negli ultimi ci saranno i primi, gli ultimi rimarranno gli ultimi”.
Altri nutriti gruppi di liberi cittadini dalla Toscana e dalla Calabria sarebbero pronti a sostenere la nuova realtà associativa gestita da Mascione. Il quale, sul punto, ha dichiarato: “Mi piacerebbe che la sede nazionale di ‘Invisibili’ fosse proprio nella mia Foggia, una città fatta di tanta gente per bene che non merita gli ultimi posti in classifica. ‘Invisibili’, allora, potrebbe contribuire a invertire la narrazione sul capoluogo dauno, una terra meravigliosa la cui reputazione è sporcata da quattro criminali imbecilli”.
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