“Toglietemi tutto, ma non il Carnevale” viene da dire parafrasando una nota réclame di qualche tempo fa. Perché la miccia accesa dal consigliere comunale di minoranza Francesco Schiavone ha fatto gelare i coriandoli che scorrono nelle vene dei sipontini. L’edizione 2023 “è stata rinviata a data da destinarsi”, ha reso noto il rappresentante di Progetto Popolare all’esito dell’incontro che si è svolto presso il LUC Peppino Impastato nella serata di martedì 10 gennaio scorso. Un profluvio di commenti affidati ai social e di discussioni che diventano di tendenza già nel primo mattino di ieri. La tradizione carnascialesca è pur sempre un tratto distintivo orgogliosamente rivendicato dai sipontini, va da sé che l’ipotesi – tale resta, in assenza di conferme ufficiali (richieste) – divide la comunità. Non si parla di annullamento, bensì di rinvio. Ma ciò non lenisce la delusione di alcuni, per lo più chi già mal sopportava la destagionalizzazione della rassegna mascherata in versione estiva.
“Indire una riunione sul tema del Carnevale il 10 gennaio non poteva fare altro che demotivare le associazioni al rispetto delle date canoniche – annota la consigliera dem Mariarita Valentino - e assecondare il rinvio a data più distante (che poi era questo l'obiettivo che si voleva raggiungere carpendo un consenso obbligato)”.
Il Sindaco Gianni Rotice appare piuttosto contrariato dalla polemica, comunque risponde a l’Attacco e puntualizza: “Il nostro è un nuovo di pensare. L’Amministrazione sta utilizzando da tempo il processo di partecipazione della comunità, come fatto quest’estate e a Natale. A differenza di chi, nel passato, spendeva somme ingenti per il Carnevale e poi non si sapeva che fine facessero. Domande a cui può rispondere – la stoccata – chi c’era prima, come l’Agenzia del Turismo e la Pro Loco per esempio”.
Ritorna sull’evento in sé e aggiunge: “Stiamo coinvolgendo tutti coloro – scuole, gruppi e carristi - che saranno gli attori principali del Carnevale”. Uno di loro, il maestro carrista Mimmo Guerra, fornisce una versione dei fatti che scagiona gli attacchi politici all’Amministrazione. Il rinvio sarebbe attribuibile a più richieste avanzate, tra le quali “la proposta fatta dalla nostra associazione di fare degli eventi senza sfilate nei giorni canonici del Carnevale, magari domenica 19 febbraio e martedì 21, e spostare tutta la manifestazione da domenica 23 aprile a domenica 30 aprile come una sorta di festa di primavera”.
Lo slittamento in avanti di due mesi “permetterebbe a tutti gli operatori – a suo dire - di avere più tempo da dedicare ai propri progetti e nel contempo, il comitato avrebbe la possibilità di organizzarsi meglio e se possibile avere certezze sui contributi regionali riservato ai Carnevali storici e di cui il Carnevale di Manfredonia rientra e che ricordo a tutti, sono gli unici fondi certi di cui al momento dispone l’organizzazione del Carnevale”.
Già, i soldi. Come Rotice stesso non nasconde, “non ci sono soldi per le attività, dal momento che ricordo a tutti che dobbiamo seguire un Piano di riequilibrio grazie ai danni causati nel passato. Come abbiamo fatto anche per il Carnevale estivo, cercheremo di trovare le soluzioni per rendere possibile la migliore organizzazione e riuscita della manifestazione”.
Non si deve tralasciare nemmeno il famigerato Piano della sicurezza, che deve essere presentato un mese prima dell’evento pubblico. La sicurezza di un evento per il quale, al momento, non c’è un euro.
Per quanto è vero che la Regione Puglia ha destinato un apposito fondo per 8 Carnevali pugliesi, è altrettanto vero che non è ancora definito quanto riceverà ognuno di questi, tra cui Manfredonia.
Una ulteriore ipotesi è quella di alcune voci che giungono da Palazzo San Domenico. Raccontano di un nuovo scontro che si sta consumando - in maniera visibile anche all’esterno - tra parte della tecnostruttura e gli amministratori. Ci sarebbe addirittura chi si metterebbe di traverso deliberatamente, pur di rallentare l’adozione degli indirizzi politici ricevuti. Una maldicenza - a volerla definire tale - che circola già da un po' e che si è alimentata di nuovi elementi dopo il repentino (e prematuro) smontaggio delle luminarie di Luci del Golfo, avvenuto prima dell’Epifania.
I tempi supplementari del (probabile) rinvio, comunque, gioverebbero sicuramente al lavoro che attende i sempre più sguarniti uffici comunali, ai quali competono tutti gli adempimenti necessari. Ma proprio tutti, comprese quelle incombenze che, con Comitati o Agenzia del Turismo, venivano svolti da soggetti terzi.
A proposito di Comitati, il Comune smentisce che ne sia stato creato uno e precisa che si tratta di volontari. Nella foto girata sui social relativamente all’incontro che si è tenuto nella Fabbrica del Carnevale al LUC, sono presenti: Matteo Robustella, responsabile FdI; Stefano Pecorella, capo di Gabinetto del Sindaco; Gianni Sventurato, capogruppo Strada Facendo; Filomena Rignanese, vicina al deputato forzista Giandiego Gatta; Monica Mantovano e Piercosimo Zino, entrambi candidati con Strada Facendo.
“Se qualcuno vuole proporsi, ma senza soldi a differenza del passato – conclude Rotice dissotterrando l’ascia di guerra -, ben venga. Sarà uno dei protagonisti”.
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