Pescatore di Rodi Garganico si incatena per protesta. Meridiana Orientale: "Da lui minacce e intimidazioni"

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La protesta di Michele Montecalvo, pescatore di Rodi Garganico, ha avuto molta risonanza sui social. La mattina del 12 gennaio, l’uomo si è incatenato ai cancelli del porto turistico della cittadina costiera:

“Mi sono legato con le catene alle sbarre vicino alla bombola del gas – ha detto Montecalvo nel primo dei video postati sul suo profilo Facebook –. Mi hanno mandato una lettera dicendo che io devo togliere il motopesca (testuale, ndr) dal porto! Che sono abusivo! Io, che sono di Rodi Garganico, devo togliere il motopesca perché sono abusivo! Da qua non ce ne andiamo fin quando non risolviamo i problemi e non viene tutta la corte celeste!”.

Un’ambulanza ha poi portato all’uomo una coperta per proteggersi dal freddo. A fine protesta, l’uomo si è liberato ed ha postato un video, in cui ha affermato di stare bene: “Pare che qualcuno si stia muovendo per risolvere il mio problema. Abbiamo fatto capire a chi di dovere cosa sta succedendo in questo paese. Ci siamo ribellati a persone che usano metodi discutibili.

Non sono impazzito, la smettano di usare prepotenza contro la gente onesta. Ho ricevuto una lettera in cui mi dicono che devo togliere il motopesca da Maria Santissima della Libera, il porto turistico del mio paese, perché sono abusivo. Piuttosto perdo la vita, ma la barca io non la toglierò mai! Gli unici che andranno via sarete voi, perché gli abusivi siete voi!”, è stata l’accusa di Montecalvo. Ma chi è quel “voi” che il pescatore cita più volte? L’uomo fa riferimento alla Meridiana Orientale, l’impresa veneta che ha ottenuto tempo fa il porto in gestione dal Comune di Rodi Garganico.

Marino Masiero, amministratore delegato della società, è stato raggiunto telefonicamente da l’Attacco per fornire un quadro della situazione. “Le ragioni per cui l’uomo ha compiuto il gesto sono riconducibili a dei comportamenti intimidatori, offensivi, diffamatori ed aggressivi nei nostri confronti, sia da parte sua che da parte di suo padre – dichiara l’amministratore –. Sono in corso delle indagini e c’è un processo in atto”. Masiero continua: “Questa situazione va avanti da ormai quattro anni, cioè da quando il porto è stato preso in gestione da Meridiana Orientale, mediante un bando pubblico al quale non ha partecipato nessuno.

Io ho messo a disposizione tutta la mia professionalità e tutto il mio impegno economico per prendere in mano un porto fallito, con sole cinque barche in acqua e con ventitré negozi chiusi su venticinque. In porto lavoravamo in tre: io, il guardiano di notte ed il capocantiere. Non c’erano commesse. Ho messo tutte le mie risorse nel porto ed è diventato quello che tutti conoscono”. Ma cosa succede esattamente con i Montecalvo?

“All’interno del porto, c’è una famiglia che pensa di esserne proprietaria – risponde l’amministratore –. Tra le tante intimidazioni, c’è una frase che ci è stata rivolta diverse volte, ‘qua ci sei tu perché ti permetto io di stare qua’, in stile perfettamente mafioso. Io non mi faccio intimidire da nessuno. Siamo persone serie, oneste, che rispettano la legge”. E spiega: “All’interno della concessione demaniale e del contratto stipulato con il Comune, abbiamo l’obbligo di ospitare alcune barche incluse nell’elenco originariamente presenti al momento della realizzazione del porto.

L’imbarcazione dei Montecalvo non era presente. Il nostro obbligo prevede di mantenere in porto le barche della piccola pesca e il peschereccio dei Montecalvo non ne fa parte”. Il rischio per la società “è la cattiva pubblicità che verrà fuori da questa vicenda, ma d’altra parte ci sono cinque o sei denunce per aggressione nei confronti di padre e figlio. Io credo che la situazione non sia più gestibile, c’è totale incompatibilità tra noi e i Montecalvo”, conclude Masiero. 

È stato invece impossibile raggiungere telefonicamente Michele Montecalvo. Per quanto riguarda il Comune, il Sindaco Carmine D’Anelli è laconico: “La Meridiana Orientale ha comunicato alla Capitaneria di Porto che il Montecalvo è un elemento indesiderato e lui ha reagito in questa maniera. Il concessionario ha tutto il diritto di prendere i provvedimenti che ritiene opportuni – è il commento rilasciato a l’Attacco -. Come amministrazione, noi non possiamo fare nulla. C’è un contratto ed il concessionario è libero di fare ciò che vuole, assumendosi tutte le responsabilità del caso. Il problema riguarda esclusivamente il signor Montecalvo e la Meridiana Orientale”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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