“Una giornata straordinaria per lo Stato e per tutti coloro che da sempre combattono contro le mafie”, ha commentato così la notizia dell’arresto di Matteo Messina Denaro il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Capo del mandamento di Castelvetrano e rappresentante indiscusso della mafia nella provincia di Trapani, è stato uno dei boss più potenti di tutta Cosa Nostra, arrivando a esercitare il proprio potere anche oltre i confini della propria provincia, come in quelle di Agrigento e, addirittura, di Palermo.
La Primula Rossa era nella lista dei latitanti più pericolosi e ricercati al mondo. Dopo 30 anni è stato finalmente consegnato nelle mani della giustizia. “Una notizia importante per noi e l’intero Paese - spiega a l’Attacco Daniela Marcone, vicepresidente di Libera e figlia di Francesco, vittima di mafia -, ci auguriamo che Denaro non porti con sé, fino alla morte, le verità ma che le condivida.
Tanti omicidi urlano giustizia. In tutte le chat che condivido con i familiari delle vittime innocenti di mafia si avverte grande soddisfazione per la notizia e tanta speranza affinché questo boss possa collaborare con la giustizia. In passato, d’altronde, criminali del suo calibro non lo fecero. Ci auguriamo in un cambio di passo”.
Un segnale importante per tutto il Paese. “Non tutto è perduto, non dobbiamo mai perdere la fiducia nei percorsi della giustizia, di chi indaga – aggiunge Marcone –, non abbiamo mai perso la speranza di vedere Denaro assicurato alla giustizia. Certamente 30 anni sono tanti e Cosa Nostra ha nel frattempo cambiato volto. Ma esisteva e continua ad esistere. Bisognerà ora capire gli equilibri di quella che rappresenta ancora oggi una delle criminalità più potenti al mondo ma non la prima. Anche le mafie nostrane si inseriscono in questo scenario. Dobbiamo imparare a guardare tutti i movimenti della criminalità nel loro complesso e non come singoli fenomeni”. Le mafie si sono evolute nel tempo eppure la provincia di Foggia fa ancora i conti con un’organizzazione criminale a versi primitiva, che ostenta.
“Per anni le mafie locali sono state caratterizzate da periodi di inabissamento – aggiunge –, negli ultimi tempi ostentano la propria forza con atti di violenza, di morte. Una caratteristica che le rende tra le più pericolose e violente, ma al contempo differenti da altre forme criminali inabissate, appunto. Sviluppano il loro percorso in altri mondi, come quelli finanziari e modificano l’assetto economico del nostro Paese. Cosa che anche la mafia locale fa, nonostante il suo lato primitivo. Le istituzioni preposte ad indagare e a risolvere i casi giudiziari ce lo hanno spiegato: si tratta di fenomeni criminali che uniscono la violenza alla capacità di studio del mondo finanziario”.
Tantissimi i commenti arrivati dal mondo istituzionale e politico del territorio. “L'arresto del boss Matteo Messina Denaro era atteso da trent'anni da tutti gli italiani perbene - dichiara il deputato Marco Pellegrini, componente della Commissione Antimafia della precedente legislatura – è un grande successo di tutti coloro che hanno sempre messo al primo posto il contrasto alle mafie e che non hanno mai arretrato, nemmeno di un millimetro, di fronte alla minaccia - anche terroristica - della criminalità organizzata. Questo arresto arriva a trent'anni dal biennio '92-93, quello degli eccidi di Capaci e di via D'Amelio e dell'attacco stragista allo Stato; ne siamo felicissimi e ringraziamo magistratura e forze dell'ordine che non hanno mai smesso di indagare su Messina Denaro. Ma proprio quest'arresto deve farci riflettere sulla necessità di potenziare gli strumenti di indagine e di contrasto alle mafie, come le collaborazioni e le intercettazioni, che il governo di destra sta rendendo meno efficaci, con provvedimenti già approvati o annunciati. L'arresto di Messina Denaro non sancisce, purtroppo, la sconfitta delle mafie ma, al contrario, deve ancor di più indurci a perseguire sulla strada dell'intransigenza della lotta alla mafia - conclude - lo dobbiamo ai tanti martiri che hanno donato la propria vita per combattere il crimine organizzato”.
“Con l’arresto di Matteo Messina Denaro oggi vince lo Stato che dimostra la sua forza e la sua determinazione nella lotta contro la mafia – conclude il Commissario regionale di Forza Italia, l’On. Mauro D’Attis –, è una bella giornata e ringrazio i Carabinieri per aver condotto con grande successo questa operazione: siamo fieri di loro e del loro impegno in difesa della legalità”.
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