Quando racconta quello che è successo sembra quasi che non se ne renda pienamente conto, eppure Daniele La Torre ha praticamente concorso a salvare la vita di una donna. Non è proprio una cosa che succede tutti i giorni, per quanto il manfredoniano Daniele abbia una certa dimestichezza con i salvataggi, visto che è autista soccorritore.
Andando con ordine, intorno alle ore 14,30 di ieri pomeriggio, lunedì 15 luglio, Daniele La Torre era libero e ha deciso di farsi un giro in spiaggia a Siponto. Arrivato all’altezza dello stabilimento balneare Bagni Bonobo, “ho visto che c’erano due persone che si stavano agitando in acqua con una certa frenesia – racconta a l’Attacco -. Pensavo fosse un adulto che giocava con qualche bambino ma, ad un certo punto, ho visto che si trattava di un signore che cercava di risollevare qualcuno dall’acqua ma non ci riusciva e cascavano entrambi”.
Uno dei bagnini dello stabilimento, vedendo quello che stava succedendo, ha iniziato a correre verso le due persone in difficoltà. L’uomo continuava a cercare di risollevare l’altra persona, poi identificata come sua moglie, e stava urlando: “Aiutatemi, aiutatemi. E’ morta!”.
Mentre il bagnino raggiungeva la coppia, che si trovava distante dalla riva, Daniele La Torre ha chiamato il 112 che gli ha passato il 118 di Foggia. Una volta qualificatosi, “ho chiesto l’intervento di un’ambulanza con auto medicalizzata al seguito, visto che sarebbe stata necessaria la presenza di un medico”.
Nel frattempo, il bagnino è riuscito a portare la coppia a riva e La Torre è così intervenuto per le prime manovre di soccorso. “Innanzitutto, far stendere la persona di lato e lasciarla adagiata in modo che la lingua non possa girarsi all’indietro. La signora ha iniziato a buttare fuori l’acqua che aveva bevuto, poi le ho bagnato i polsi e la testa per rinfrescarla, tenendole la mano per non farla agitare”.
Una volta che la signora – una 76enne bresciana in vacanza col marito a Manfredonia, che 6 anni fa aveva avuto un ictus che le aveva lasciato postumi fisici - ha riaperto gli occhi, Daniele le ha rivolto alcune domande per sincerarsi delle sue condizioni. “Le ho chiesto quanti anni avesse, come si chiamasse e così via. Volevo che restasse sveglia, così da scongiurare qualsiasi tipo di complicanza”, riferisce a l’Attacco.
Dopo circa mezz’ora è arrivata l’ambulanza con anche un medico che, appena giunto, ha chiesto informazioni a Daniele, aggiungendo i complimenti per le manovre di primo soccorso che aveva eseguito.
La donna è stata trasportata a Casa Sollievo della Sofferenza per tutti gli esami clinici del caso.
“In questi casi devi essere forte e fare tutto quello che è possibile per aiutare le persone”, conclude Daniele.
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