Arresto in flagranza di reato anche differito entro 48 ore per quanti aggrediscano il personale sanitario. Questa la decisione annunciata dal ministro della Salute Orazio Schillaci dopo la riunione con il sottosegretario Marcello Gemmato e con tutti gli Ordini professionali sanitari sul tema delle aggressioni ai sanitari.
“Noi siamo interventi da subito su questo che è un problema annoso della sanità italiana. Lo scorso anno nel decreto Bollette abbiamo aumentato le pene per chi commette violenze e abbiamo anche istituito la procedibilità d’ufficio, ma questo non è più sufficiente. Ne ho parlato anche con il ministro Nordio: in questo momento riteniamo che lo strumento più utile per cercare di combattere questo fenomeno inaccettabile è quello di introdurre sempre l’arresto in flagranza di reato anche differita”, ha dichiarato il ministro della Sanità. L’annuncio arriva dopo i gravi fatti avvenuti nel Policlinico Riuniti di Foggia, dove medici e infermieri sono stati aggrediti da 50 persone, tra parenti e amici di una ragazza di 23 anni morta durante un intervento.
Plaude l’iniziativa di Schillaci anche il presidente della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo), Filippo Anelli, che rilancia: “È necessario che ora questa attenzione si traduca in un decreto-legge che definisca una serie di iniziative operative e normative, a carattere d'urgenza, che comprendano, oltre a sistemi di videosorveglianza, anche procedure di controllo e regolazione degli accessi alle strutture sanitarie e sistemi a garanzia della tutela personale degli operatori”.
“Il Governo ha introdotto la procedibilità d’ufficio per chi aggredisce sanitari (la ‘legge Cartabia’ prevedeva la querela di parte) e innalzato le pene ad oltre 5 anni di reclusione”, scrive sui social il sottosegretario alla Sanità, Marcello Gemmato, che nei giorni scorsi aveva partecipato al Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato d’urgenza a Foggia.
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