Una tiepida partecipazione da parte della cittadinanza quella che si è registrata a Vieste la sera di martedì 24 marzo, in occasione dell’incontro informativo sul Piano Comunale di Protezione Civile. La conferenza, tenutasi nella sala della Consulta giovanile, sul lungomare C. Colombo, aveva come obiettivo quello di rendere edotta la popolazione sulle norme in materia di prevenzione e contrasto degli eventi di rischio e sulle condotte da adottare in caso di eventi catastrofici. Nonostante la pubblicizzazione dell’evento sulle pagine social e sugli account istituzionali del Comune, però, l’interesse da parte della comunità viestana si è dimostrato alquanto scarso. Poche le persone presenti, almeno tra i civili, mentre i rappresentanti delle varie forze dell’ordine - Arma dei Carabinieri, Polizia Stradale, Polizia Municipale e Capitaneria di Porto - non hanno mancato l’appuntamento. Grandi assenti, invece, le figure istituzionali e amministrative del Comune, di cui non c’è stata alcuna rappresentanza. A fare da relatori i volontari di protezione civile dell’associazione GEV (Guardie Ecologiche Volontarie), che hanno illustrato i maggiori fattori di rischio del territorio e la corretta gestione delle situazioni di pericolo. Molti i temi trattati: dai terremoti, agli incendi boschivi, al dissesto idrogeologico. Tutti fenomeni per i quali la nostra provincia presenta un grado di esposizione elevato e che ciclicamente tornano a funestarla. Tra gli argomenti, anche una disamina delle varie figure preposte a tutela e salvaguardia: dal Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco, ai Carabinieri Forestali (che hanno funzioni di natura penale e amministrativa, relativamente alle attività di indagine), ai volontari, fino al ruolo del DOS - il Direttore Operazioni Spegnimento - fondamentale in contesti di incendio boschivo e interfaccia.
“Bisogna far conoscere al cittadino quali sono i modi corretti di agire e di operare - ha riferito a l’Attacco la volontaria Lucia Vaira, che ha coordinato l’incontro - e soprattutto quali sono le competenze di cittadini, volontari e forze dell’ordine. Ciascuno ha le proprie prerogative e solamente muovendosi in maniera sinergica si garantisce una corretta esecuzione dei protocolli”.
“La gente deve sapere cosa fare prima, durante e dopo una calamità - ha proseguito Vaira - perchè se non si conoscono le procedure, l’esito può essere drammatico”. Il piano, infatti, va calato in un contesto, come quello viestano, a forte densità turistica: un paese capace di attrarre sino alle 2 milioni di presenze durante il periodo estivo non può permettersi errori o incertezze, soprattutto in materia di sicurezza.
Grande l’impegno dei volontari: “Abbiamo recentemente svolto un’esercitazione organizzata dalla Regione Puglia - ha raccontato ancora Lucia Vaira - che si è svolta nella località balneare di Baia di Campi e che ha coinvolto diversi civili. Abbiamo simulato un incendio e mostrato loro come si svolgono le operazioni di soccorso, di concerto con la Capitaneria di Porto”. A mancare, però, è un’attività di sensibilizzazione e informazione su larga scala, che coinvolga l’intera comunità e che sia in grado di incidere maggiormente nelle coscienze collettive.
“Manderemo una nota al Comune in cui chiederemo di pubblicizzare maggiormente questi contenuti” - hanno annunciato i volontari della GEV - “il viestano, o peggio ancora il turista, non deve andare a ricercarli in qualche meandro del portale istituzionale o in qualche delibera, devono essere nozioni chiare e accessibili a tutti!”.
Tra i punti toccati, molto importante è stata la delucidazione sulle aree definite dal Piano di protezione civile: le aree di attesa, in cui accorrere e rifugiarsi in caso di evento calamitoso; le aree di ammassamento soccorritori, in cui questi ultimi raccolgono le attrezzature e gli apparati di soccorso; le aree di attesa della popolazione, dove questa viene condotta dai soccorritori.
Aree che rivestono un’importanza cruciale in situazioni di pericolo - soprattutto la prima - e che dovrebbero perciò essere note a tutti, ma che non sono debitamente segnalate. Recandosi nelle zone indicate si può, difatti, notare come manchi qualsiasi tipo di segnaletica visibile che le contrassegni come punti di raccolta.
“Chiederemo alle autorità comunali preposte anche l’istallazione di segnaletica stradale apposita per evidenziare queste aree e di diffondere in maniera più capillare le mappe in cui sono evidenziate, anche attraverso l’impiego di mezzi di comunicazione di massa” - hanno commentato gli operatori GEV.
Durante i periodo estivo, i volontari conducono anche attività di informazione sulle spiagge dedicate ai turisti, in cui distriubiscono del materiale e forniscono delle indicazioni essenziali per evitare disastri.
“Ma fino ad ora non si è mai tenuta un’udienza pubblica, con anche la pubblicazione del Piano, che coinvolgesse tutti i cittadini. Noi abbiamo appreso molte nozioni sul campo, ma si poteva e si doveva sicuramente fare di più” - ha precisato Lucia Vaira.
L’invito, dunque, è quello a dare a maggiore risalto ad iniziative come questa e di mettere le persone nella condizione di reperire con maggiore facilità quei ragguagli che in situazioni drammatiche possono davvero fare la differenza.
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