Si è svolta ieri mattina a Manfredonia, nella cornice imponente e luminosa del Castello svevo‑angioino, la cerimonia provinciale per il 174° anniversario della fondazione della Polizia di Stato: un appuntamento che ogni anno rinnova il patto simbolico tra lo Stato e la comunità. Il luogo scelto è stato ritenuto “significativo per la storia del territorio e tra le più rilevanti espressioni del patrimonio culturale della città”, come ricordato nella presentazione iniziale. La mattinata si è aperta con la lettura dei messaggi del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del capo della Polizia Vittorio Pisani, prima di lasciare spazio a una riflessione sul motto che da anni accompagna la Polizia di Stato: “Esserci sempre”. Un’espressione che, come ricordato nell’introduzione, “è divenuta il segno che più di tutto caratterizza la nostra stessa ragione di essere”, perché racchiude “la sintesi della quotidianità del nostro impegno”. Un impegno che non sempre si manifesta in modo evidente, anzi. “L’esserci non è sempre scontato, né sempre richiesto”, e spesso si realizza “in contesti in cui la presenza della Polizia non è subito riconosciuta, né pienamente compresa”. Quando il questore della provincia di Foggia, Alfredo D’Agostino, ha preso la parola, l’atmosfera si è fatta più raccolta. Ha iniziato con un saluto istituzionale, ringraziando poi il Sindaco di Manfredonia Domenico la Marca – presente nella piazza d’Armi - per l’ospitalità e la direzione del Museo Archeologico per aver concesso “questa meravigliosa location, una delle tante perle della provincia di Foggia, ricca di bellezze culturali e paesaggistiche mai troppo valorizzate”. Il questore ha poi richiamato il significato del motto celebrativo: “Esserci sempre non è una semplice espressione, ma un impegno concreto, quotidiano, che si traduce nella presenza costante dello Stato accanto ai cittadini”.
Esserci, ha spiegato, significa “garantire sicurezza, ascolto, prossimità”, ma anche “intervenire nei momenti di emergenza, prevenire, sostenere, accompagnare le comunità nei percorsi di legalità”. È una promessa che, ha ricordato, “ogni appartenente alla Polizia di Stato rinnova ogni giorno con il proprio servizio”.
A sostegno delle sue parole, D’Agostino ha illustrato i dati dell’ultimo anno, che fotografano un’attività intensa e capillare: 362 arresti, 1.238 denunce a piede libero, quasi 67 mila persone identificate, oltre 20 mila veicoli controllati, e 9.319 interventi delle Volanti nella sola città di Foggia. Numeri che, ha sottolineato, “testimoniano la costanza e l’efficacia dell’attività di repressione”, strettamente connessa a quella di prevenzione.
Il questore non ha nascosto le ombre che ancora gravano sulla provincia, quando ha evidenziato che “permangono criticità rilevanti sul territorio”, indicando come la criminalità organizzata stia mostrando “atti criminosi eclatanti, espressione di un momento di fibrillazione e di una presenza che non ha mai cessato di esercitare la propria influenza”. Ha ricordato le recenti operazioni condotte con la Procura Distrettuale Antimafia, segno di un’attenzione che “non conosce soluzione di continuità”.
Altro fronte delicatissimo è quello della violenza di genere, un fenomeno che “richiede non solo repressione, ma anche prevenzione, educazione e sostegno alle vittime”. Nel 2025, ha ricordato, sono state eseguite 61 misure cautelari e firmati 61 ammonimenti per stalking o violenza domestica.
Non meno preoccupante è la delinquenza giovanile, spesso legata a “disagio sociale, carenza di modelli educativi e perdita di riferimenti valoriali”, un tema su cui lo stesso questore ha richiamato le recenti parole degli arcivescovi di Foggia e Manfredonia. E poi c’è il fenomeno dei furti d’auto, ancora “un elemento di forte allarme sociale”, su cui la Polizia sta concentrando un’intensa attività di contrasto.
Uno dei passaggi più forti del discorso è stato dedicato alla responsabilità collettiva. “Le attività messe in campo dalla Polizia di Stato non possono essere pienamente risolutive senza un reale risveglio delle coscienze”, ha ammonito D’Agostino. Serve “uno scatto d’orgoglio collettivo”, la capacità di “non voltarsi dall’altra parte, non cedere all’indifferenza né tanto meno all’omertà”. Un appello rivolto ai cittadini, ma anche ai Comuni, chiamati a dotarsi di sistemi di videosorveglianza adeguati, illuminazione urbana efficiente e un ruolo attivo delle Polizie locali.
La parte finale della cerimonia è stata dedicata alla consegna delle onorificenze – a cui ha preso parte il Prefetto di Foggia Paolo Giovanni Grieco insieme al questore stesso -, un momento che ha dato volto e voce alle storie di chi, ogni giorno, incarna quel “esserci sempre” evocato dal motto. Sono storie diverse, ma unite da un filo comune: la capacità di agire con professionalità, coraggio e senso del dovere anche in condizioni difficili, spesso rischiose.
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