Cosa è successo (veramente) i primi giorni di aprile in Capitanata: dove, come e quanta acqua è caduta

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Il Natural Risk Index di Unipol, un indicatore che misura i rischi catastrofali naturali a livello regionale, ha stimato un costo annuo per l’Italia in 7 miliardi di euro, arrivando a un centinaio negli ultimi dodici anni, di cui quasi 45 a causa delle alluvioni. E tanto per avere un quadro più chiaro, nel nostro Paese ci sono 41 milioni di unità immobiliari potenzialmente esposte a disastri, con alti rischi non solo per le persone, ma anche per la sicurezza e la continuità economica dei territori. Tanto per rimanere all’attualità tutt’altro che accantonata nella memoria, quello che è accaduto dal punto di vista atmosferico nei primi giorni di aprile è qualcosa che resterà nella storia del territorio del sud Italia, specie pugliese, con effetti e conseguenze che si stanno lentamente contando, quantificando e possibilmente riparando. E in effetti, la Giunta regionale prima aveva annunciato e qualche giorno fa ha pure formalizzato con apposita delibera la richiesta al Governo nazionale di dichiarazione dello stato di emergenza per l’intero territorio pugliese, invocando finanziamenti straordinari per fronteggiare i danni provocati dai fenomeni meteorologici eccezionali registrati nei giorni a cavallo tra fine marzo e inizio aprile. Vengono lamentati a carico di beni pubblici e privati, delle infrastrutture dei pubblici servizi e delle attività dell’uomo, non fronteggiabili con mezzi e poteri ordinari. Il report presentato racconta di diverse situazioni di criticità che hanno messo a rischio anche l'incolumità dei cittadini, tra intense precipitazioni sparse e diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, con quantitativi cumulati sia moderati che elevati, assieme a locali grandinate, allagamenti urbani ed extraurbani, attività elettrica, forti raffiche di vento e rinforzi di burrasca. I fenomeni hanno provocato crolli di strutture, abbattimento di alberature, esondazioni di corsi d'acqua e canali, rottura di argini, e pure situazioni di dissesto idrogeologico, smottamenti e frane, causando il collasso di sedi stradali e l’isolamento di alcuni centri abitati come Roseto e Faeto, per i quali ci sono voluti diversi giorni di intervento, con l’ausilio di personale e mezzi dell’11° Reggimento Genio Guastatori dell’Esercito, per far uscire le comunità dalla condizione di estrema difficoltà logistica, oltre che psicologica.

Secondo il documento redatto a Bari, è stato accertato il superamento sistematico e consistente delle soglie idrometriche e pluviometriche, aggiornato più volte in quei giorni, attraverso numerosi bollettini in tema idraulico e idrogeologico. I dati pluviometrici cumulati più significativi si sono osservati proprio in diversi comuni della Capitanata, dove sono state superate le soglie di elevata pericolosità, con valori oltre i 100 millimetri in 24 ore, da cui sono scaturite, per esempio, diffuse e severe inondazioni fluviali nei bacini del Fortore, Cervaro, Candelaro e Carapelle con i relativi affluenti torrentizi come Salsola, Saccione, Vulgano e Celone. Le precedenti correnti di piena, arrivate fino al massimo grado di “rosso”, hanno impattato direttamente sulle infrastrutture di comunicazione con rischi per l'incolumità pubblica.

L’emergenza ha raggiunto livelli importanti, tanto da essere gestita direttamente dal Dipartimento nazionale della Protezione Civile, assieme alle Prefetture, ai vigili del fuoco che hanno effettuato decine di interventi di soccorso tecnico urgente, e agli enti locali che hanno schierato sul campo le rispettive organizzazioni operative di volontariato, rivelatesi preziosissime per la mitigazione delle criticità e il necessario supporto per il più rapido rientro nelle condizioni di normalità. Nell’elenco dei Comuni colpiti figurano quasi tutti quelli della Capitanata, specie sui Monti dauni, e il conteggio delle strade provinciali chiuse per poche ore o per intere giornate sono state oltre una trentina, solo per la provincia di Foggia. La cronologia di quei giorni è stata accompagnata da una lunga processione di bollettini di allerta e messaggi di criticità emessi dalla Protezione Civile regionale, dal giallo e fino al rosso, sia in materia di eventi atmosferici che di gestione del rischio idrogeologico, con attivazione delle rete di monitoraggio dei corsi d’acqua più bisognosi di attenzione.

Tutti i numeri sono contenuti in un dossier che ha fotografato la situazione, con talmente tanta pioggia caduta e concentrata in poche ore da far riempire gli invasi di Occhito, Capaccio sul Celone e San Giuliano, oltre che il Liscione nel vicino Molise, dai quali c’è stato anche un ingente sversamento in mare del surplus con contenibile sul momento. Ma quanta acqua è caduta materialmente? Per la sola giornata del 1° aprile il record è di Bovino con 104 millimetri in 24 ore, seguito da Castelluccio Valmaggiore, Celle, Faeto e Roseto con 102. Poi c’è stata Panni con 96, e quindi Motta, San Marco la Catola e Volturara con 91, Orsara con 84, Alberona, Biccari e Volturino con 80 millimetri e molto più “distante” Troia con 63.

Per quanto riguarda i centri più grandi, Foggia si è “fermata” a 60 millimetri, a Lucera sono stati 62, a Manfredonia 51 e Cerignola 42. Piuttosto critico è stato l’andamento dei fiumi: il torrente Saccione, negli agri di Chieuti e Serracapriola, è arrivato a oltre 5 metri sopra la soglia di attenzione, mentre il Fortore ha superato quota 7 metri di elevazione minima a San Paolo Civitate, di 4,5 nei pressi di Lesina e di 3 metri a Carlantino, Casalnuovo e Castelnuovo. Il Cervaro in Zona Incoronata è andato sopra di 5,6 metri, “visti” benissimo con l’esondazione subita da chi abita nelle vicinanze e dall’allagamento del tratto della Statale 16. Il Salsola, sia a Foggia che a San Severo, ha superato i 6,3 metri in più. Nei dintorni di Lucera, il Celone che “taglia” la SP.116 per San Giusto ha superato la soglia critica di 2,3 metri, provocando la chiusura della strada in quel 1° aprile, mentre il Vulgano che attraversa la carreggiata della SP.109 per San Severo è arrivato a 3,8, consentendo comunque di tenere aperta l’arteria.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet