È stato sufficiente un salvataggio, avvenuto sotto gli occhi di decine di persone, per far emergere preoccupazioni che a Vieste non sono nuove. Sabato pomeriggio, prima dell’inizio della rassegna “Disobbedite”, un uomo si è trovato in difficoltà nelle acque di Marina Piccola. L’allarme è stato lanciato dagli organizzatori attraverso gli impianti audio della manifestazione e ciò ha permesso ad alcune imbarcazioni che si trovavano in mare di raggiungere il bagnante. Dopo un primo tentativo di recuperarlo con una cima, un membro dell’equipaggio si è tuffato in acqua riuscendo a portarlo a bordo e a metterlo in salvo. L’episodio, fortunatamente conclusosi senza conseguenze, ha però riacceso la discussione sulla sicurezza di Marina Piccola. Sui social decine di commenti hanno riportato alla memoria altri incidenti verificatisi negli ultimi anni nello stesso tratto di costa. C’è chi parla di una spiaggia insidiosa, chi propone l’installazione di boe, chi chiede il ritorno del servizio di salvataggio e chi arriva addirittura a invocare il divieto di balneazione. Ma è davvero Marina Piccola ad essere pericolosa? Per la Capitaneria di Porto la risposta è chiara. “Non parlerei assolutamente di una spiaggia pericolosa”, commenta a l’Attacco il comandante Domenico Rega. “Marina Piccola, come tutte le spiagge, può presentare criticità legate alle condizioni del mare, ma non ha una pericolosità intrinseca. Il problema nasce quando qualcuno decide di avventurarsi verso l’isolotto di Sant’Eufemia, in un tratto dove la balneazione è vietata”. Il comandante spiega che è proprio l’aspetto del luogo a trarre spesso in inganno. Con la bassa marea si forma infatti una sorta di lingua di sabbia che fa sembrare l’isolotto facilmente raggiungibile. In realtà il fondale cambia improvvisamente, alternando zone molto basse ad altre profonde anche diversi metri, e al contempo le correnti possono rendere estremamente difficoltoso il rientro verso la spiaggia. “Può sembrare facile arrivare dall’altra parte - osserva Rega - ma poi tornare indietro è tutta un’altra cosa. Chi non ha una buona acquaticità può trovarsi rapidamente in balìa delle onde”. Una dinamica che, sottolinea il comandante, accomuna anche gli episodi più gravi ricordati dai cittadini: “I decessi avvenuti negli ultimi anni non sono riconducibili alla spiaggia di Marina Piccola in sé, ma al fatto che le persone si sono avventurate verso l’isolotto, in un’area dove esiste un preciso divieto di balneazione e dove sono presenti cartelli che lo segnalano”.