I poliziotti del commissariato di Lucera poco fa si sono presentati al McDonald’s di Via Foggia per notificare alla direzione del ristorante un provvedimento di sospensione temporanea della licenza per dieci giorni. Secondo quanto emerso dall’istruttoria effettuata, la misura si sarebbe resa necessaria come forma di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, così come accaduto in passato anche per altri locali cittadini del centro urbano.

Il Supercondominio Ippocampo è un organismo amministrativo che ormai rappresenta un luogo dove - negli ultimi undici anni - si sarebbe sedimentata una gestione opaca: deleghe incerte, bilanci mai chiariti, dipendenti che parlano di stipendi arretrati e un amministratore, Michele Pepe, che continua a reggere la struttura “da oltre dieci anni, gratis”. Lo ricorda quasi da subito Enzo Pece, avvocato e consulente del Beach Club Ippocampo. “La situazione è molto ingarbugliata. Ci sono dichiarazioni anche degli stessi dipendenti che cominciano a venire fuori in modo ufficiale”. Cita un ex guardiano che “aspetta i soldi”, un altro dipendente che sostiene di non aver ricevuto mensilità arretrate, un terzo che sarebbe andato via “perché non sono stati pagati da quattro mesi”. Il nodo, per lui, è la trasparenza. O meglio: la sua assenza. “Non siamo mai riusciti a vedere le carte. Mai”, afferma a l’Attacco. Proprio nella giornata odierna è fissata un’udienza civile nella quale ha chiesto di visionare “tutte le carte contabili degli ultimi dieci anni”. L’amministratore si è già costituito, sostiene Pece, “sostenendo una serie di menzogne”. Più che rabbia – non si avverte -, sembra una stanchezza che arriva da anni di richieste inevase, assemblee convocate e poi svanite, verbali mai notificati agli assenti. Il 12 aprile scorso, l’assemblea è andata deserta. “Mi sono anche accorto che i delegati non erano delegati ufficiali. Ognuno si autodelegava, oppure era l’amministratore che suggeriva chi dovesse essere delegato”. E, se davvero i delegati non sono nominati regolarmente dai lotti, le decisioni prese in assemblea – comprese quelle sui bilanci – rischiano di poggiare su fondamenta fragili. “Il 3 agosto dell’anno scorso ha portato sei annualità di bilancio tutti insieme – continua l’avvocato Pece -. Siamo stati solo in tre a non votare a favore. Più recentemente, ho avuto modo di sapere che l’amministratore risulta essere stato eletto all’unanimità. Ma non può essere, visto che io gli ho votato contro!”. Tra l’incredulità e un sorriso amaro aggiunge: “Sono così fesso che avrei votato pure a suo favore?”. La questione della prorogatio è un altro punto che ritorna spesso nella lunga chiacchierata con Pece. “Lui è in prorogatio - dice riferendosi all’amministratore -. Può fare solo l’ordinario. Invece fa tutto. Fa il padre padrone del villaggio. Ha 80 anni e lo fa gratuitamente”. Su questo aspetto aveva ironizzato negli scorsi giorni, parlando di “spirito missionario condominiale”. 



Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet