I Carabinieri della Compagnia di San Severo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Foggia su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un 22enne sanseverese, ritenuto gravemente indiziato di essere il complice del 28enne che, lo scorso 3 marzo, al culmine di una lite scaturita per motivi legati alla circolazione stradale, aveva esploso alcuni colpi di pistola all’indirizzo di un 35enne.

Sgomento nella notte tra lunedì 6 e martedì 7 luglio nell’area del Mistral Cafè 42’ Parallelo - celebre ristorante e discoteca di Vieste sita sul lungomare “Europa”, in zona “San Lorenzo”. Intorno alle 3:35 è infatti scattato l’allarme per un principio di incendio sviluppatosi nel parcheggio adiacente alla struttura, dove un cumulo di materiale vegetale e plastico ha preso fuoco, con le fiamme che si sono propagate anche alla vegetazione adiacente. Sul posto sono intervenute le GEV (Guardie Ecologiche Volontarie), che hanno provveduto alle operazioni di spegnimento e di bonifica,  e la Tenenza dei Carabinieri di Vieste. Allertati anche i Vigili del Fuoco di Vico del Gargano. L’intervento, della durata di più di un’ora per la messa in sicurezza della zona, si è poi concluso intorno alle 5:15. A dare l’allarme sarebbe stato un cittadino che, dopo aver notato le fiamme, ha prontamente contattato i soccorsi. Poco dopo è arrivata ai volontari anche la richiesta di intervento da parte della Tenenza dei carabinieri. In quei minuti, alcuni residenti della zona hanno riferito di aver udito un forte boato, circostanza confermata anche da un video diffuso sui social, nel quale si vede una colonna di fuoco levarsi dalla pineta a ridosso della strada. Secondo quanto emerso dai primi riscontri raccolti da l’Attacco, il rogo non avrebbe interessato direttamente la struttura ricettiva. Le fiamme sarebbero partite da un accumulo di materiale depositato all’interno del piazzale e, favorite dal vento e dalla vegetazione particolarmente secca di questo periodo, si sarebbero estese per alcune decine di metri nella pineta confinante. L’incendio è stato circoscritto in tempi relativamente rapidi, evitando conseguenze più gravi. Resta invece da chiarire che cosa abbia provocato l’innesco. A questo proposito, l’ipotesi dell’autocombustione appare esclusa, così come sembra poco probabile una natura accidentale del rogo (per esempio da un cortocircuito): gli elementi raccolti farebbero infatti pensare a un’origine riconducibile all’azione dell’uomo.

Con 47 voti favorevoli e il via libera unanime del Consiglio regionale, la Puglia conferma la Commissione regionale di studio e di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata anche per la XII legislatura. La modifica alla legge regionale del 2016 garantisce continuità a un organismo che negli anni ha affrontato temi come mafie, caporalato, ecomafie, gioco d’azzardo e infiltrazioni negli enti locali. La presidenza continuerà a spettare alle forze di minoranza, mentre viene eliminata l’indennità di funzione del presidente, senza nuovi oneri per il bilancio regionale.

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