Fiamme nella notte a Vieste: principio d’incendio minaccia il "Mistral", ancora ignote le cause

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Sgomento nella notte tra lunedì 6 e martedì 7 luglio nell’area del Mistral Cafè 42’ Parallelo - celebre ristorante e discoteca di Vieste sita sul lungomare “Europa”, in zona “San Lorenzo”. Intorno alle 3:35 è infatti scattato l’allarme per un principio di incendio sviluppatosi nel parcheggio adiacente alla struttura, dove un cumulo di materiale vegetale e plastico ha preso fuoco, con le fiamme che si sono propagate anche alla vegetazione adiacente. Sul posto sono intervenute le GEV (Guardie Ecologiche Volontarie), che hanno provveduto alle operazioni di spegnimento e di bonifica,  e la Tenenza dei Carabinieri di Vieste. Allertati anche i Vigili del Fuoco di Vico del Gargano. L’intervento, della durata di più di un’ora per la messa in sicurezza della zona, si è poi concluso intorno alle 5:15. A dare l’allarme sarebbe stato un cittadino che, dopo aver notato le fiamme, ha prontamente contattato i soccorsi. Poco dopo è arrivata ai volontari anche la richiesta di intervento da parte della Tenenza dei carabinieri. In quei minuti, alcuni residenti della zona hanno riferito di aver udito un forte boato, circostanza confermata anche da un video diffuso sui social, nel quale si vede una colonna di fuoco levarsi dalla pineta a ridosso della strada. Secondo quanto emerso dai primi riscontri raccolti da l’Attacco, il rogo non avrebbe interessato direttamente la struttura ricettiva. Le fiamme sarebbero partite da un accumulo di materiale depositato all’interno del piazzale e, favorite dal vento e dalla vegetazione particolarmente secca di questo periodo, si sarebbero estese per alcune decine di metri nella pineta confinante. L’incendio è stato circoscritto in tempi relativamente rapidi, evitando conseguenze più gravi. Resta invece da chiarire che cosa abbia provocato l’innesco. A questo proposito, l’ipotesi dell’autocombustione appare esclusa, così come sembra poco probabile una natura accidentale del rogo (per esempio da un cortocircuito): gli elementi raccolti farebbero infatti pensare a un’origine riconducibile all’azione dell’uomo.

Non è però possibile, allo stato, stabilire se si sia trattato di un gesto intenzionale diretto a provocare un incendio o di un comportamento imprudente degenerato in maniera preterintenzionale. Tra le ipotesi al vaglio vi è quella che qualcuno possa aver lanciato un petardo o un altro oggetto incendiario all’interno del cumulo di materiale, provocando prima lo scoppio avvertito da alcuni testimoni e poi la propagazione delle fiamme. Si tratta, tuttavia, di una ricostruzione ancora tutta da verificare e che dovrà essere riscontrata dagli accertamenti investigativi. Proprio la presenza di materiale plastico potrebbe spiegare il boato udito poco prima che il fuoco si sviluppasse con maggiore intensità. Non da eliminare comunque, anche se non parrebbero esserci al momento elementi in tal senso, la possibilità di un ordigno o altro materiale esplodente posizionato ad hoc per provocare lo scoppio e il conseguente incendio. Saranno comunque gli accertamenti tecnici a chiarire la dinamica dell’accaduto e ad escludere o confermare eventuali responsabilità. 

Nelle ore successive all’intervento sono stati avviati gli approfondimenti di rito. L’area - molto frequentata da giovani e giovanissimi, soprattutto nei mesi esitivi - è infatti dotata di un sistema di videosorveglianza che potrebbe rivelarsi determinante per ricostruire gli istanti precedenti all’incendio e verificare l’eventuale presenza di persone nei pressi del piazzale prima dello sviluppo delle fiamme. In queste ore gli investigatori stanno acquisendo ogni elemento utile, comprese eventuali immagini registrate dalle telecamere della struttura e di altri impianti presenti lungo quel tratto della litoranea.

L’episodio arriva in giorni particolarmente delicati per Vieste, ancora scossa dai recenti fatti di cronaca (l’efferato omicidio di Antonello “Muslìn” Scirpoli,  avvenuto appena qualche giorno fa), e non nuova ad episodi di questo tipo ai danni di locali e strutture ricettive. Proprio questo contesto ha alimentato, nelle prime ore successive all’incendio, timori e ipotesi di un possibile gesto intimidatorio. Al momento, però, non emergono elementi che consentano di collegare il rogo a episodi di questo tipo. Le verifiche proseguono in tutte le direzioni, ma l’impressione degli operatori intervenuti è che possa trattarsi di un innesco provocato dall’uomo, senza che vi siano, allo stato, indizi concreti di un’azione mirata contro la struttura. Gli inquirenti mantengono il riserbo su qualunque pista investigativa, ma confermano di stare investigando sulla vicenda. Sarà l’esito degli accertamenti, e soprattutto l’analisi delle immagini di videosorveglianza, a chiarire definitivamente l’origine dell’incendio e a ricostruire quanto accaduto in quei concitati minuti tra la notte e l’alba.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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