La partecipazione al bando per la videosorveglianza è stato un vero flop in Capitanata, anche in quelle città in cui era presente una commissione prefettizia (Foggia, Manfredonia e Cerignola, ndr). Tra tutti i partecipanti della provincia di Foggia, e sono stati tanti, solo il Comune di Peschici è rientrato tra i 400 e passa centri vincitori del finanziamento. Una “disfatta” che non è passata inosservata al Ministero dell’Interno, anche perché si alzato un vero e proprio polverone di prese di posizione e critiche da parte di esponenti politici e amministratori locali.
Secondo voci di corridoio raccolte da l’Attacco pare che il Ministero dell’Interno voglia correre ai ripari dopo che i comuni più importanti dal punto di vista della delittuosità sono stati esclusi dalla graduatoria. Sul piatto, dunque, potrebbero essere messi ulteriori fondi derivanti dal Pon sicurezza e la rosa dei beneficiari potrebbe più che raddoppiare, sostenendo così anche i centri importanti esclusi.
“La delusione per l’esclusione delle proposte di finanziamento per la videosorveglianza dei comuni della provincia di Foggia è molto forte – ha affermato a l’Attacco il Sindaco di San Severo, Francesco Miglio –. La graduatoria ora vede solo il Comune di Peschici, tra quelli della Capitanata, nella rosa dei 416 progetti finanziati. Tutti gli altri sono stati esclusi, sono in classifica ma non nelle posizioni utili per ottenere il finanziamento. Ciò che fuorviato, secondo mie conoscenze sommarie, sono stati i criteri che, secondo me, sono sbagliati. In graduatoria vi sono dei centri che non vivono l’emergenza criminalità come è presente purtroppo nel nostro territorio – ha aggiunto –. Tra i parametri seguiti vi è la quota di cofinanziamento e quindi maggiore era questa compartecipazione e più probabile era il finanziamento del progetto”.
Dunque, i Comuni più facoltosi, più ricchi hanno proposto quote di cofinanziamento molto elevate e hanno ricevuto risposta positiva. “Ma mi chiedo: che senso ha finanziarie comuni che non vivono la piaga della criminalità e soprattutto hanno una capacità di spesa di bilancio così alta a tal punto da poter finanziare l'opera quasi integralmente?”, è la domanda posta da Miglio.
“Al finanziamento ministeriale dovrebbe partecipare chi non ha capacità autonoma tale da poter consentire investimenti importanti, significativi per la videosorveglianza – ha aggiunto il Sindaco –. Sicuramente, quindi, questi criteri sono sbagliati e fintanto che resteranno tali è chiaro che i comuni del centro-sud saranno sempre penalizzati rispetto al centro-nord o comunque a quei comuni che hanno capacità di presentarsi alla candidatura di cofinanziamento per il progetto con percentuali molto alte. E sicuramente nessuno dei Comuni della Capitanata ha questa capacità tanto è vero che tra i tantissimi che si sono candidati, solo uno è riuscito a essere beneficiario”.
Per Miglio i criteri a monte sono sbagliati, penalizzanti e non consentono di perseguire la vera finalità legata alla tipologia di progettazione “perché la videosorveglianza è finalizzata ad agevolare le indagini per l'individuazione dei colpevoli. Questo tipo di installazione è più utile nei luoghi in cui in reati, soprattutto quelli comuni, sono maggiormente perpetrati e si registra un indice di delittuosità molto alto”. Con la videosorveglianza, infatti, si rende più agevole la individuazione dei colpevoli dei reati.
“La proposta da fare è la modifica dei parametri e dei criteri – ha affermato Miglio –. Il problema è che la videosorveglianza non deve andare a premiare i comuni ricchi, ma quelli che vivono di più il tasso di criminalità. Il mio auspicio è che si modifichino i parametri per assegnare i finanziamenti, perché altrimenti non ha senso la videosorveglianza. Se le telecamere sono utili per le indagini, allora dovranno essere installate nei luoghi in cui avvengono più reati”.
La graduatoria attuale riguarda le proposte arrivate nel 2021. La minor percentuale di cofinanziamento è del Comune di Cerignola, appena il 5 per cento. “Le domande andavano presentate entro il 30 di ottobre 2021 – ha spiegato a l’Attacco Tommaso Sgarro, consigliere comunale di Cerignola –, di fatto nel periodo del passaggio di consegne tra la commissione prefettizia e l’attuale amministrazione. Non mi va di dare colpe alla nuova compagine governativa, quindi è più un qualcosa di ereditato dal passato”.
“Forse c'è stata poca attenzione, ma credo che il grosso del lavoro sia stato fatto e calibrato dalla precedente amministrazione – ha aggiunto Sgarro –. Non saprei dire se è quello lo sforzo massimo che poteva essere fatto dal Comune di Cerignola, credo che sicuramente si sarebbe potuto fare di più. Forse c'è stata poca attenzione da parte della commissione prefettizia. Quindi, ripeto, in quel frangente vi era solo il Sindaco (eletto da meno di due settimane, ndr) e i dirigenti (ormai ex, ndr) chiamati a presentare i documenti erano Francesco Delvino (settore sicurezza, ndr) e Giovanni Buquicchio (settore finanziario, ndr). E’ difficile scaricare le colpe sull’attuale l'amministrazione, così come sta facendo in queste ore qualche esponente del governo Metta. La responsabilità è proprio di chi ci ha messo in una fase di commissariamento e dei dirigenti vicini alla vecchia gestione, ancora prima della commissione prefettizia. Un po' di storia non farebbe male”, ha concluso.
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