Il reparto di polizia penitenziaria del carcere di Foggia questo pomeriggio ha sequestrato circa 50 grammi di hashish a un detenuto di circa 30 anni della provincia di Bari.
Le indagini in corso appureranno con quale canale sia entrata la droga in carcere, anche se la grave carenza di personale denunciata da tempo dal Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe) ha allargato le maglie dei controlli.
Il detenuto in questione, in carcere per omicidio con fine pena 2040, era arrivato a Foggia dopo vari allontanamenti per motivi di ordine e sicurezza da parecchie carceri, ultimo quello di Lecce un paio di mesi fa. L’operazione fa seguito al ritrovamento di droga nella borsa di un’infermiera dell’Asl in servizio presso il carcere di Foggia di qualche giorno fa e di alcuni telefonini precedentemente.
“Il Sappe vuole rimarcare la grande professionalità, coraggio e sacrificio dei poliziotti di Foggia i quali benché siano da mesi, se non anni, abbandonati dall’amministrazione penitenziaria centrale (Dap), continuano a essere l’unico baluardo a difesa delle istituzioni e della legalità all’interno del carcere”, fa sapere il segretario regionale Federico Pilagatti.
“Il Dap continua a non assegnare un comandante di reparto effettivo con un dirigente che non ha alcun aiuto, alla stregua del carcere di San Severo. Eppure a Roma sanno benissimo che con un organico di poliziotti congruo per gestire non più di 350 detenuti invece dei 600 attuali, non si può garantire nessuna sicurezza, controlli, rieducazione dei detenuti (parola vuota di cui tutti si riempiono la bocca)”.
“E’ mai possibile che mentre la malavita foggiana dimostra tutta la sua forza, lo Stato manda poliziotti ma se ne frega di ciò che avviene nel carcere che deve gestire questi pericolosi delinquenti? Il Sappe ritiene che una delle situazioni più temute di detenuti siano le perquisizioni straordinarie nelle ore e nei momenti più impensabili: tutto ciò avviene a Foggia? La risposta è no. Come pure il controllo concreto dei detenuti non può avvenire, poiché un poliziotto è costretto a gestire in molte ore della giornata più sezioni detentive contemporaneamente”.
“Proprio per questo il Sappe lancia un ennesimo grido di aiuto che arrivi a tutte quelle autorità politiche, amministrative, compreso il Prefetto di Foggia e la procura foggiana, affinché ci sia un cambio di passo concreto, poiché la carenza di sicurezza e controlli potrebbe determinare situazioni molto drammatiche”.
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