Sono stati condannati a un totale di 235 anni, con pene che vanno da un minimo di 1 anno e 10 mesi a un massimo di 16 anni e 4 mesi, le 31 persone coinvolte (in due sono stati assolti) nell’assalto fallito nel marzo 2022 al caveau Mondialpol di Calcinatello (Brescia) che avrebbe potuto fruttare 83 milioni di euro.
Alcuni imputati sono di Cerignola, altri sono legati a cosche della ndrangheta calabrese, oltre ai basisti bresciani. Per tutti era già caduta l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso.
Tra i fermati, durante il blitz prima del colpo, anche due dipendenti “infedeli” dello stesso istituto di vigilanza, che avrebbero avuto il ruolo di basisti. I presunti rapinatori, con precedenti penali, alcuni ritenuti collegati a clan del foggiano e cosche della ‘Ndrangheta, nei mesi precedenti avevano rubato circa 20 auto, furgoni e camion destinati ad essere dati alle fiamme allo scopo di isolare l’area d’interesse e impedire l’intervento delle forze di polizia; nella loro disponibilità anche una ruspa che sarebbe servita per sfondare la parete blindata del caveau che custodisce gli incassi raccolti dagli esercizi commerciali della zona.
Gli aspetti logistici erano curati in modo maniacale. Gli alloggi per i sodali in trasferta venivano procacciati in strutture ricettive che omettevano la comunicazione dei dati dei clienti, per evitare i consueti controlli della Questura. I presunti rapinatori erano pronti a intervenire muovendosi contemporaneamente da luoghi diversi, comunicando con telefoni dedicati e apparati radio. Un primo gruppo era pronto a muoversi dal capannone industriale a Cazzago S. Martino, provincia di Brescia, dove erano stati nascosti i mezzi preventivamente rubati, mentre altri due gruppi erano pronti a partire da due covi situati a Gardone Val Trompia (Brescia) e a Ospitaletto (Brescia).
L’operazione anticrimine era stata condotta contestualmente su tutti e tre questi obiettivi, impiegando oltre 300 uomini e mezzi speciali. L’operazione è stata realizzata anche grazie al coordinamento investigativo effettuato dalla Procura Nazionale Antimafia. Oltre alla Polizia e ai Carabinieri di Brescia ne hanno preso parte le Squadre Mobili di Foggia, Milano, Venezia, Padova, Monza, Bergamo, Reggio Emilia, Verona, Piacenza, Parma, Cremona.
(Fonte: bresciaoggi.it)
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