Omicidio Marasco a Foggia, il reo confesso resta in carcere: rinviata a settembre l’udienza preliminare

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Salta per un doppio impedimento e slitta quindi a settembre l’udienza preliminare, con conseguente sospensione dei termini di carcerazione preventiva a carico di Redouane Moslli, 44 anni, bracciante marocchino residente a Milano, reo confesso dell’omicidio a scopo di rapina di Franca Marasco, 72 anni, foggiana, proprietaria della tabaccheria di via Marchese De Rosa 100, uccisa con 4 coltellate a collo e addome la mattina del 28 agosto 2023 per sottrarle 75 euro e 2 telefonini.

Mercoledì il gup Michela Valente, al quale il pm Ida Perrone chiese di rinviare a giudizio in corte d’assise il presunto omicida, ha preso atto di un doppio ostacolo alla celebrazione dell’udienza preliminare: il legittimo impedimento del difensore, avv. Benedetto Maria Scippa, bloccato in stazione a Lecce da ritardi alla circolazione ferroviaria e che ha quindi chiesto il rinvio; e problemi nel videocollegamento con il carcere di Taranto dov’è detenuto Moslli. Visto il rinvio, sospesi i termini di carcerazione preventiva che sarebbero scaduti a settembre: il presunto omicida resta quindi in cella. I familiari della Marasco si sono costituiti parte civile con l’avv. Giulio Treggiari.

Il bracciante nordafricano, che all’epoca del delitto era a Foggia da qualche mese in cerca di un lavoro nei campi per raccogliere il pomodoro, è rimasto l’unico imputato dell’inchiesta dopo la morte il 15 giugno di Vittorino Checchia, 73 anni, di Castelluccio Valmaggiore, deceduto in ospedale dov’era piantonato in stato di detenzione. Checchia fu arrestato il 14 settembre 2023 su ordinanza cautelare del gip basata sulla chiamata in correità di Moslli.

Gli elementi d’accusa contro Moslli sono confessione reiterata, video, testimonianze, esiti dell’autopsia, accertamenti biologici eseguiti dai Ris. Furono decisivi i filmati per indentificare Moslli: la tabaccheria rapinata non era munita di sistema di videosorveglianza, ma le telecamere della zona ripresero la via di fuga di un uomo a volto scoperto in direzione di piazza Giordano; venne filmato anche dopo essersi cambiato i vestiti in un locale di via Mameli, ritenuto nella disponibilità di Checchia e dove sarebbe stato spartito il bottino. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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