“Io credo che proprio a Lorenzo debbo di essere vivo oggi; e non tanto per il suo aiuto materiale, quanto per avermi costantemente rammentato, con la sua presenza, con il suo modo così piano e facile di essere buono, che ancora esisteva un mondo giusto al di fuori del nostro”. Lo scrive Primo Levi in Se questo è un uomo, il suo tragico capolavoro: la più grande e diretta testimonianza scritta della vita, e più ancora della morte, in un lager nazista.
Lo scrive Primo Levi a proposito di Lorenzo Perrone, il muratore quasi analfabeta che, di fatto, l’ha salvato. E di lui racconta Carlo Greppi in Un uomo di poche parole, al centro della presentazione tenuta negli spazi della libreria Ubik di Foggia, ad anticipare l’incontro con gli studenti dell’Istituto Superiore Notarangelo-Rosati in programma oggi, a completamento di un meraviglioso progetto lettura incentrato sulla Shoah.
Un ospite importantissimo, intercettato dall’Università di Foggia per una serie di interventi accademici e condiviso con il pubblico della città, nel mese in cui si ricorda il genocidio degli ebrei. Intellettuale e strenuo antifascista, infatti, Carlo Greppi è inoltre curatore della collana di Laterza denominata Fact Checking, volta a smascherare luoghi comuni e falsi storici propri di certa storiografia. A presentarlo, in libreria, è stato il docente universitario Marco Barbieri.
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