Nell’era digitale, degli smartphone e del rumoroso traffico delle città, quasi più nessuno percepisce il suono delle campane delle chiese. Ma nelle piccole comunità, le campane si ascoltano e, le persone più anziane, sanno anche dargli il giusto significato. Perché, alla fine, le campane non suonano “a caso”. Così accade che a Chieuti, la “Porta di Puglia”, don Antonio Di Domenico, parroco della chiesa di san Giorgio martire, per annunciare alla comunità una nuova nascita, suona le campane “a festa”.
Una pagina di comunità - magari in uso anche in altre realtà di Capitanata, come a Celle di San Vito e Zapponeta – che trasmette gioia e dà il benvenuto alla nuova vita, rispetto a quando, purtroppo, le campane suonano “a morto” e indicano una vita che non c’è più.
Il tutto è iniziato a gennaio e don Antonio lo racconta a l’Attacco: “Ero con i miei collaboratori del Consiglio pastorale e, sapendoci piccola comunità, spesso, purtroppo, le campane vengono suonate ‘a morto’ per i funerali. Così ci siamo detti, che sarebbe stato opportuno annunciare anche la vita e suonare e campane ‘a festa’, per ogni nascita. Da gennaio è iniziata quest’usanza, che ha riscosso condivisione ed entusiasmo in tutta la comunità. Chieuti conta circa 1500 abitanti con un’età media alta, ma da gennaio le abbiamo suonate già due volte: per Dafne Dambra e per Aliev Alihan Dzhevdzhetov”.
Don Antonio è parroco a Chieuti dal 2021. “In questi tre anni, il bilancio tra nati e morti è tragico. Tendenzialmente ci sono 30 funerali l’anno e 5 nascite. Ma quest’anno, oltre ai primi due bimbi, sappiamo che ci sono 5 mamme in dolce attesa che consentiranno di suonare le campane”. Un inverno demografico che riguarda l’Italia ma che al Sud resta un triste fenomeno.
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