Dopo essere stato incoraggiato alla presentazione del suo romanzo, “Il Figlio della Corona”, da parte del professore Luca Mastropasqua, anche lui scrittore di romanzi fantasy, lo studente liceale all’ultimo anno, Paolo Messinese ha reso pubblico il suo romanzo, nell’aula magna dell’I.I.S.S. “Fiani-Leccisotti” di Torremaggiore, la scuola che frequenta. Presentazione e libro che hanno riscosso applausi e apprezzamenti da compagni, docenti e dal preside, Carmine Collina.
“Sono molto appassionato alla lettura e mi sono avvicinato alla scrittura, due anni fa, come atto conclusivo di questa passione – sono state le prime parole di Paolo Messinese a l’Attacco -. Avevo scritto una prima versione che, nel tempo, crescendo con me, non mi piaceva perché c’era solo un punto di vista, quello del protagonista della storia. Ecco che ho rivisto il tutto e la versione finale, vede più protagonisti e punti di vista, rispetto a colui che è il vero protagonista del romanzo”.
Ed ha terminato così: “Ma ciò va nella direzione di dare al lettore la possibilità d’identificarsi con i personaggi del romanzo. Quindi, ho riassemblato il romanzo dal punto di vista della mia crescita anagrafica e non solo”. Un romanzo che può definirsi di formazione, quindi. Ma Paolo Messinese è un ragazzo vero, non solo il classico “bravo ragazzo” perché studia e ha una bella vita sociale a San Paolo di Civitate, con tanti amici, oltre ai compagni di liceo. Un ragazzo che ha deciso anche cosa fare dopo la maturità di luglio, con l’iscrizione alla facoltà di Lettere Moderne.
“Si tratta di un romanzo che rispecchia non po' la mia personalità e contiene dei riferimenti, date le caratteristiche dei personaggi del romanzo, con persone che conosco”, ha concluso Paolo Messinese. I compagni di classe sono rimasti molto contenti del romanzo e della decisione di averlo presentato, in primis, nella scuola. Alcuni di loro, sono rimasti contenti ed emozionati – o meglio, emozionate, considerando che si tratta di due ragazze – nello scoprirsi all’interno del libro. Ma il suo professore di storia e filosofia, Luca Mastropasqua, anche lui divoratore prima e scrittore infaticabile dopo, potrebbe aver ispirato Paolo Messinese?
“Ha visto che pubblicavo romanzi e un giorno m’ha detto che stava scrivendo un libro. Aveva 16 anni. Senz’altro l’ho incoraggiato alla presentazione del romanzo perché l’aveva già pubblicato – ha esordito Mastropasqua a l’Attacco -. Questa cosa la sapevano solo i familiari. Quindi, se d’influenza si tratta, senz’altro è quella del mio incoraggiamento alla presentazione del libro”.
Mastropasqua, descrive così Messinese: “Allevato dalla sorella Annacarla e dalla cugina Rebecca al fantasy (saga di Harry Potter e Percy Jackson e gli dèi dell’Olimpo), Paolo Messinese è diventato un lettore eclettico, lettore non solo di fantasy ma anche di classici, romanzi di formazione e gialli. Ama autori come Leigh Bardugo, autrice di ‘Sei di Corvi’ e ‘La Nona Casa’; Rick Riordan, padre del mondo di Percy Jackson e George R. R. Martin, autore delle ‘Cronache del Ghiaccio e del ‘Fuoco’ (Trono di Spade); per quanto riguarda i classici, gli è rimasto nel cuore il doloroso e coinvolgente ‘I dolori del Giovane Werther’ di Goethe”.
Il docente-scrittore, conoscendo il ragazzo, ne tratteggia la personalità: “Dal carattere estroverso ed esplosivo, Paolo ama non soltanto la scrittura e la lettura, ma anche trascorrere il proprio tempo con gli amici, fare passeggiate a cavallo e il tiro con l’arco (non a caso molti dei suoi personaggi sono arcieri). Ha anche un lato nerd: divertirsi con giochi da tavolo (talvolta ne crea anche qualcuno) e risolvere rompicapi. Infine ama il mondo greco, con i suoi miti e i suoi eroi, e fare teatro”.
Durante la presentazione, il giovanissimo scrittore, dialogando con il professor Mastropasqua ha chiarito alcuni degli elementi essenziali del romanzo, sottolineando quanto abbia particolarmente a cuore la tematica della solitudine e del rischio di emarginazione di chi, magari anche un’eccellenza, viene visto come “diverso” e, quindi, isolato. Ad una stimolante domanda del preside, Carmine Collina, sulla natura del potere, Paolo Messinese ha affermato: “Se il potere viene ricercato per sé stesso e non magari per poter aiutare chi ci sta vicino, finisce per trasformarci in persone che, alla fine, ci vergogniamo di essere”.
Il Figlio della Corona, narra che “Dopo una cruenta guerra di sei anni che ha insanguinato tutte le Otto Grandi Isole del mondo, l’isola di Thia governata dalla crudele regina Thatiana Carter esce vittoriosa. Così odiata da essere oggetto di numerosi attentati, la regina è costretta così a fingersi morta e rintanarsi nelle caverne del Nord. Ed è proprio qui che la troviamo nell’antefatto mentre, urlando, dà alla luce due gemelli: Luke e Alayane”.
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